Mercoledì 7 aprile a Milano, al Mercato del Suffragio, alle ore 18.30 ci sarà la presentazione del libro “La fatica non fa rumore“: un progetto editoriale di Gabriele Scapola che narra la Val di Susa attraverso le parole e le fotografie.
Pubblicato a fine 2025, il volume trilingue (italiano, inglese e danese) rappresenta il culmine di un lavoro durato quasi 10 anni che esplora la valle piemontese seguendo il rimo delle stagioni e le persone che ne abitano la quotidianità. Si tratta di un’opera corale che ha coinvolto più di 50 persone tra artigiani, professionisti e istituzioni. Gode inoltre del patrocinio di FAI, Slow Food e della Città Metropolitana di Torino.

Il progetto del libro
Il progetto fotografico e narrativo di “La fatica non fa rumore” nasce da una ricerca sul campo quasi decennale che racconta, con uno sguardo discreto, ciò che rimane spesso ai margini delle storie ufficiali. Non vuole rappresentare un’idea “esaustiva” o “tipica” della valle, bensì ampliarne la percezione attraverso 16 storie per 16 diversi protagonisti, con le loro scelte e il loro modo di vivere la quotidianità in montagna. Il risultato è un mosaico di esperienze che si costruisce grazie all’incontro, all’ascolto e alla relazione, che infine crea una mappa emotiva capace di toccare anche chi non conosce la Val di Susa.

“La fatica non fa rumore” è scritto in tre lingue – italiano, inglese e danese – ricalcando la storia reale dell’autore, Gabriele, che ha vissuto e lavorato in Italia, Inghilterra e Danimarca, costruendo una rete di relazioni che rispecchiano le dinamiche di questa ricerca. Il danese, in particolare, è stato un veicolo attraverso il quale ha appreso come la comprensione dei luoghi nasca da un dialogo autentico, dalla creazione di legami e dalla condivisione. L’internazionalità del progetto inoltre porta il libro a una dimensione più estesa, in cui la Val di Susa può essere apprezzata anche oltreconfine, accantonando lo stereotipo turistico tipicamente italiano.
Il libro, infine, risveglia l’interesse di un’ampia platea di persone: dai sensibili al tema della sostenibilità culturale e sociale, che desiderano scoprire l’identità di un territorio ascoltando storie reali e la sua memoria vivente; ma anche gli appassionati di editoria indipendente, passando per chi lavora nell’ambito educativo e culturale, nel turismo sostenibile, nella ristorazione e chi è impegnato nella rigenerazione dei territori. Un pubblico, insomma, incline alla lettura visiva e all’interesse per progetti editoriali che uniscono arte, documentazione e impegno sociale.