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L’editoriale del Direttore / Da soli più veloci, insieme più lontano

25 Settembre 2025

Sarà l’influenza del significativo viaggio in Africa che vi raccontiamo nelle prossime pagine: tant’è, il titolo di questo editoriale prende spunto da un proverbio keniota e sottolinea come la collaborazione e lo spirito di squadra permettano di raggiungere traguardi più ambiziosi e duraturi, mentre l’azione individuale può sì ottenere risultati rapidi, ma spesso meno solidi nel tempo. Una riflessione quanto mai attuale per il momento che sta vivendo l’outdoor industry, non solo in Italia ma anche in Europa – e, per certi versi, su scala globale – pur con le inevitabili peculiarità dei singoli mercati.

Tutte le discipline outdoor, del resto, hanno sempre avuto questa duplice dimensione. Quella più individuale e solitaria, insieme a quella più allargata e condivisa. Due condizioni che possono risultare entrambe appaganti e per certi versi complementari. Le quali, oltre agli individui, possono riguardare anche le realtà del nostro settore: aziende, agenti, retailer e operatori in generale. Oggi, più che mai, l’unità d’intenti e la capacità di fare rete stanno emergendo come asset fondamentali per affrontare un mercato globale più instabile, competitivo e frammentato rispetto a qualche anno fa. Ecco perché a questo tema abbiamo dedicato e dedicheremo una particolare attenzione sulle pagine fisiche e digitali di Outdoor Magazine: l’alleanza come motore di cambiamento.

Lo avevano confermato ancora una volta molto bene gli ORBDAYS di Riva del Garda, dei quali abbiamo già ampiamente parlato negli scorsi numeri (nota bene: per il 2026 ci sono grandi novità, che vi sveliamo nell’articolo dedicato nelle pagine 8-9). Lo confermerà, ne siamo certi, anche la prossima edizione di Prowinter (11-13 gennaio a Bolzano), che si preannuncia già da record con il raddoppio dei padiglioni, un numero crescente di brand con partnership importanti anche dall’estero e la consacrazione del settore outdoor come segmento fondamentale nella stagione invernale a fianco dello sci.

La stessa esigenza di ripensare l’approccio per renderlo più allargato e condiviso emerge nell’analisi sull’Accademia Outdoor Pro, che nel 2024 ha visto una flessione nella partecipazione da parte sia dell’industria che della distribuzione. Per invertire il trend, l’Italian Outdoor Group di Assosport insieme a MagNet ha avviato un’indagine qualitativa e quantitativa sul fondamentale tema della formazione, della quale vi daremo conto nelle prossime settimane.

Anche le politiche internazionali impongono auspicabilmente un fronte comune. L’impatto dei nuovi dazi USA su molte categorie di prodotti outdoor – dai telai in carbonio alle scarpe tecniche, dalle attrezzature da neve ai dispositivi elettronici – rischia di penalizzare fortemente le esportazioni europee e italiane. Tra i settori più esposti ci sono quelli ad alta tecnologia e con supply chain complesse, come l’abbigliamento tecnico, le calzature sportive con materiali compositi e persino i sensori biometrici. Le imprese italiane, che nel 2024 hanno esportato articoli sportivi per oltre 1,4 miliardi di euro, sono chiamate ora a riorganizzare la logistica, a lavorare insieme per ridurre la vulnerabilità del comparto e guardare con ancora maggior interesse a nuovi mercati.

C’è infine un ambito nel quale è altrettanto (se non più) importante che il settore percorra la strada della collaborazione: la responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle persone. A questa tematica, ancora un po’ troppo spesso affrontata in modo superficiale e utilitaristico, dedichiamo un interessante e dettagliato focus. Oltre all’inevitabile presa di coscienza che c’è ancora tanto lavoro da fare, emergono anche segnali positivi e incoraggianti. Con esempi virtuosi di aziende che non temono più di parlare di responsabilità sociale d’impresa (come accaduto anche nel recente passato), ma anzi la rivendicano con orgoglio, supportati da risultati concreti e misurabili.

Del resto, è sempre bene ricordare come il valore dell’outdoor non risieda solo nei suoi prodotti, bensì nella capacità del suo ecosistema di evolvere come comunità. Per affrontare il futuro, servono visioni comuni, progetti condivisi e un’identità collettiva forte. Su questi fronti saremo lieti e onorati di poter dare un contributo che riteniamo davvero molto importante con iniziative inedite e davvero eclatanti… in vista del 2026.


Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n°09/2025

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