Come chi ci legge da tempo ben sa (e abbiamo la fortuna di avere coltivato negli anni una nutrita e fedele platea di affezionati lettori), non ci piace autocompiacerci. Né dedicare melense elucubrazioni alle persone del nostro team. Preferiamo siano i fatti o le parole che essi stessi scrivono sulle nostre pagine cartacee e digitali a parlare per loro. Oggi, però, faremo ben due eccezioni che renderanno questo editoriale privo delle consuete riflessioni, più o meno acute e centrate, dedicate al settore ma, almeno spero, scritto con molto cuore e forse anche qualche briciolo di intelligenza (non artificiale).
Già, perché è doveroso che dedichi una parte delle mie parole in libertà innanzitutto a colui che prenderà il mio posto nel ruolo di direttore editoriale di Outdoor Magazine, dopo tanti anni (siamo quasi a 20!) di onorato servizio. Anni nei quali ho dedicato una buona parte del mio lavoro quotidiano a questo mondo che ho sempre amato e che continuerò ovviamente a frequentare sia come giornalista che come ceo e presidente del gruppo MagNet, nato proprio dalla passione per il settore outdoor. Un amore corrisposto che è anche quello per la montagna e tutte le attività connesse alla natura e alla verticalità, indipendentemente dal livello. Questo non significa certo che vi libererete di me perché continuerò, quando servirà, a dare il mio contributo alla causa anche in punta di… penna.
Ma è con grande piacere che passo il testimone della direzione di testata, insieme all’onere e onore dei prossimi editoriali, a una persona che da tanti anni conosco e stimo dal punto di vista umano e professionale come Claudio Primavesi. Il quale, per molti di voi, non ha bisogno di presentazioni. Per gli altri si rimanda alla notizia pubblicata sui nostri canali digitali oltre che girando… la pagina. Un ingresso importante anche per tutto il gruppo MagNet, oltre che una preziosa risorsa con la quale rafforzare gli attuali progetti e raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti per il 2026 e oltre.
La seconda “eccezione” porta il nome di Karen Pozzi, negli ultimi anni eccellente spalla del “fui” direttore nel coordinamento editoriale di tutta l’area outdoor e wintersport. La quale, pur rimanendo tra le firme di Outdoor Magazine, contribuirà alla causa nel nuovo e importante ruolo di event project manager, in un settore fondamentale e in forte crescita per MagNet. Tra collaborazioni sempre più strette con fiere di settore e format proprietari di grande e crescente successo. A entrambi va tutto il mio supporto e il ringraziamento di aver accettato una nuova e ambiziosa sfida professionale. Scelta non scontata in un periodo storico dove, spiace dirlo, tante persone, anche molto giovani, preferiscono sovente non allontanarsi dalla propria rassicurante, ma magari non così soddisfacente, zona di comfort. Mentre rimango convinto che solo chi sappia mettersi o rimettersi in gioco nei momenti giusti possa trarre il massimo della soddisfazione lavorativa e personale.
P.S.: Certo, nel primo editoriale dell’anno avrei potuto e forse dovuto parlarvi anche di molto altro: dei nostri reportage da Prowinter, Ski Industry Climate Summit e Sport Achat Hiver; del conto alla rovescia per Skimofestival e delle entusiasmanti novità dell’attesissimo appuntamento di Riva del Garda 2026, partendo dall’Impact Summit e arrivando fino agli ORBDAYS in versione mondiale; di nuovi dati, statistiche, bilanci 2025 e prospettive 2026, inchieste su aziende e negozi, collezioni, tecnologie, trend, punti di vista, social media e influencer, approcci più o meno responsabili alla sostenibilità e di molto altro ancora. Ma al di là che di tutto questo vi parlerà ampiamente la nostra redazione nelle nostre prossime pagine… è andata così. E sono certo perdonerete, per questa volta, il vostro fedele “fui” direttore.