Ultime Notizie:

L’editoriale del Direttore / Il made in Italy sul podio

9 Marzo 2026

Shannon Abeda è nato in Canada da genitori eritrei. Quella di Milano Cortina 2026 è stata la sua terza partecipazione alle Olimpiadi invernali per il Paese africano. La sua storia, che trovate nell’allegato Snowbusiness Mag, non è la solita notizia in stile Gialappa’s Band di un atleta esotico in gara sulla neve. Ci sono molti significati e prospettive che vanno oltre il gesto sportivo perché attorno alla figura dello sciatore eritreo si è raccolto un pool di eccellenze del made in Italy – dai brand sportivi ai tecnici – per lanciare un messaggio di dialogo interculturale, crescita personale e sviluppo sociale. Lo stesso dialogo interculturale che porta con sé la star dei Giochi Eileen Gu, marchio da 23 milioni di dollari.

La freestyler ci porta su un altro piano di discussione, quello dei numeri, perché Milano Cortina 2026 è stata un successo. L’Osservatorio Economico Sportsystem ha calcolato che oltre il 70% degli scarponi e degli sci ai piedi degli atleti sono stati prodotti o progettati nel distretto di Montebelluna, che genera un indotto di 3,2 miliardi, e l’immagine trasmessa nel mondo dai Giochi è stata un perfetto showcase del made in Italy.

Le Olimpiadi – lo avrete già capito – sono uno degli argomenti forti di questo numero di Outdoor Magazine e dei suoi allegati, a partire dal debutto dello scialpinismo, che ha raccolto share televisivi insospettabili (a proposito, l’audience generale di Milano Cortina ha coinvolto i due terzi della popolazione italiana e ha superato quella di tutte le precedenti Olimpiadi in Italia) e anche qualche critica, ma ha avuto una visibilità globale mai raggiunta. Un trampolino importante per uno sport cui protagonisti sono ancora dei micro-influencer se paragonati alle star dei Giochi come Brignone e Klaebo. Trovate tutte queste informazioni e riflessioni nello Speciale Skialp, insieme a una doppia intervista ad Alba De Silvestro e Michele Boscacci, due degli azzurri in primo piano al debutto dello scialpinismo.

Se guardiamo oltre i cinque cerchi, sono sempre i numeri a fare parlare, a partire da quelli comunicati dai grandi marchi dell’outdoor e del running, che spesso hanno chiuso il 2025 con crescite a due cifre, dati che sembrano in contrasto con quelli di alcuni grandi terzisti cinesi di calzature che sono più “tiepidi”. Da questa uscita abbiamo inserito una sezione “mercato” nelle news, dove potrete trovare tutte queste informazioni come anche quelle di un protagonista del retail italiano, Maxi Sport, passato in mani straniere, notizia che trattiamo in separata sede.

Altri numeri arrivano dalla Carica dei 101, un marchio di fabbrica di Outdoor Magazine fin dalla sua nascita. I punti vendita interpellati per questa puntata vedono una leggera prevalenza di attività in crescita nel 2025, di poco superiori a quelle con un fatturato stabile rispetto al 2024 e solo qualche realtà in calo. Un dato che fa ben sperare perché la positività è contagiosa.

Se c’è un aspetto positivo del momento che il Belpaese sta vivendo, è quello legato agli eventi. Ve ne segnaliamo uno che non potete non conoscere, ma le novità sono davvero tante e la nostra casa editrice MagNet ne è la protagonista: l’European Outdoor Week. Leggetevi con attenzione l’articolo a pagina 24. Il progetto nato dalla partnership strategica tra European Outdoor Group e MagNet pone al centro il trade show (ORBDAYS e Outdoor), ma include diversi altri eventi dedicati a un pubblico più ampio, dall’Outdoor Impact Summit agli European Outdoor Award e agli Activation Days.

Segnatevi subito nel calendario la data e il luogo: 14-19 maggio, Riva del Garda. Sembra che manchi tanto, ma il tempo vola. Come è volato il mio primo mese da direttore editoriale di Outdoor Magazine. Permettetemi di ringraziare MagNet e il ceo Benedetto Sironi per la fiducia che hanno riposto nella mia figura, tutto il team di redazione per l’enorme lavoro svolto e voi lettori, a cui chiedo di aprire i canali del dialogo con la redazione. Perché nel dialogo – anche nelle critiche costruttive – c’è il seme della crescita collettiva.


Claudio Primavesi- Editoriale Outdoor Magazine n°02/2026

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Ricevi la nostra newsletter con le top
news della settimana.
Iscriviti ora