Ultime Notizie:

L’editoriale del Direttore / Lacrime e sorrisi

26 Settembre 2024

È sempre difficile trovare le parole giuste quando scompare qualcuno che abbiamo conosciuto e al quale siamo stati in qualche modo anche legati, dal punto di vista umano o lavorativo. È ancor più complicato quando si tratta di due persone che negli ultimi anni abbiamo avuto il piacere di frequentare personalmente in numerosi eventi e fiere, oltre che per mezzo di svariate telefonate, mail, appuntamenti. Si rischia poi di cadere nella retorica e spesso è molto meglio un rispettoso silenzio. Ma questo ricordo lo dobbiamo a Filippo e Francesco, oltre a tutti quelli che hanno avuto il piacere e la fortuna di conoscerli come noi.

Filippo Zanin e Francesco Favilli, come molti di voi purtroppo sapranno, hanno lasciato questo mondo dannatamente troppo presto, rispettivamente all’età di 36 e 44 anni, il 4 settembre scorso, cadendo dalla sud della Marmolada mentre stavano salendo la via Don Quixote. Una notizia che, oltre ai loro cari, ha sconvolto tutto il nostro settore, nel quale erano due figure conosciute e apprezzate, in forza a una delle aziende di riferimento dell’outdoor industry: Francesco era brand manager della categoria montagna mentre Filippo lavorava nel reparto marketing di SCARPA.

Oltre che dalla terribile notizia, a caldo negli istanti successivi e poi a mente un po’ più fredda nelle ore e nei giorni seguenti, sono stato colpito e in parte tormentato da numerosi pensieri e contrastanti riflessioni. Perché, anche se è brutto dirlo, ma è innegabile, la morte di un alpinista impegnato, ad esempio, in una spedizione himalayana o tra le sempre insidiose e mutevoli condizioni della Patagonia, è in qualche modo più prevedibile e per certi versi oramai cinicamente “accettabile”, pur nella sua tragicità. Fa parte del rischio di andare in montagna che, è bene ricordarlo, non è mai del tutto assente. E che aumenta inevitabilmente quando si affrontano cime più impegnative e in condizioni che possono rivelarsi estreme. Proprio per questo non pochi validi alpinisti, che avevamo avuto noi stessi il piacere di conoscere e spesso intervistare sulle pagine di Outdoor Magazine, ci hanno lasciato negli ultimi anni.

Certo, anche Francesco e Filippo erano due abili climber e preparati frequentatori della montagna in tutte le sue forme. Ma al di là di come siano andate le cose, per loro quel giorno doveva essere uno dei tanti passati serenamente e senza particolari rischi su una montagna in qualche modo “di casa” che conoscevano e frequentavano. E qui certo stride la retorica del “sono morti facendo quel che più gli piaceva”. Perché questo non potrà minimamente consolare i loro cari, le mogli, la figlia di 2 anni di Filippo e i figli di 8 e 11 anni di Francesco, ai quali mandiamo il nostro più sincero e sentito abbraccio.

Ma se fino a qui pare non esserci spazio se non per un umano e comprensibile profondo senso di tristezza, vorrei in realtà che a ricordarci Filippo e Francesco siano due pensieri positivi. Il primo è la grande compostezza, dignità e vicinanza dimostrata ai loro cari dalle comunità nelle quali sono cresciuti e si sono fatti apprezzare. Quella locale e civile innanzitutto. Poi quella aziendale, dai colleghi ai manager di SCARPA, con in prima linea la famiglia Parisotto, i quali saranno anche concretamente al fianco delle famiglie. Infine la “nostra” comunità, quella del settore outdoor, che ha voluto far sentire la propria vicinanza partecipando numerosa ai funerali, ma anche con pensieri e parole speciali, per due ragazzi e uomini speciali.

Il secondo bel ricordo, che li accomuna perfettamente, riguarda il loro carattere, così evidente e chiaro a tutti coloro che li conoscevano: tranquilli, gioviali, scherzosi, sereni, affabili e generosi, come può confermare chi ha avuto il piacere di lavorarci insieme. Mai arrabbiati o nervosi (cosa sempre più rara al giorno d’oggi) e sempre, davvero sempre sorridenti. Ci piace pensare che, anche se non sappiamo da dove, mentre noi siamo ancora qui che non riusciamo e vogliamo accettare quel che è successo, mentre non riusciamo a ricacciare indietro l’ennesima lacrima, entrambi ci stiano guardando insieme dalla cima di una montagna. Prendendoci pure un po’ benevolmente in giro con quel loro indimenticabile sorriso stampato in faccia.


Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n°09/2024

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Ricevi la nostra newsletter con le top
news della settimana.
Iscriviti ora