Il Garda Trentino Trail è molto più di una competizione, è espressione di una passione e di un progetto nati da un gruppo di amici. Parla il presidente Matteo Paternostro
di Sara Canali
All’interno del ricco calendario di appuntamenti della prima European Outdoor & Running Week, in programma a Riva del Garda dal 14 al 19 maggio, trova il suo posto anche l’undicesima edizione di Garda Trentino Trail, che è sempre più un evento sportivo di riferimento per il mondo del trail running. Grazie alla partnership tra l’organizzazione della gara e MagNet verranno messi a disposizione degli operatori iscritti un numero limitato di pettorali gratuiti (scrivendo a info@mag-net.it fino al 30 aprile 2026). Abbiamo chiesto al presidente di Garda Trentino Trail a.s.d. Matteo Paternostro di raccontarci genesi ed evoluzione di una competizione che sta ritagliandosi uno spazio sempre più importante del panorama del trail running.

Come, quando e da chi è nata l’idea della Garda Trentino Trail?
Negli anni 2014/2015, ad Arco c’era un gruppo chiamato “Va Piam che te te strachi” (vai piano che ti stanchi, in dialetto locale), che organizzava mensilmente uscite di trail running. Tra i partecipanti c’era anche Manuel Peroni, che aveva un negozio di scarpe e abbigliamento sportivo. Dopo numerose volte in cui mi proponeva di organizzare una gara, un giorno gli dissi: “Se trovo altre tre persone oltre a noi due, ci sto”. Era la primavera del 2015 e a maggio, in una pizzeria di Torbole, ci fu il primo incontro informale di queste cinque persone che, stendendo una cartina sul tavolo, definirono a grandi linee il percorso di gara. Ad agosto organizzammo quella che chiamammo “edizione 00”, perché precedente all’edizione 0, che si svolse il primo novembre. Le due prove furono diverse: ad agosto partecipò un gruppo di amici locali, mentre a novembre invitammo una decina di atleti esperti, che ci diedero feedback da un altro punto di vista. La prima edizione si svolse quindi il 7 maggio 2016, a distanza di un anno dal primo incontro.
Inizialmente che tipo di competizione avevate immaginato?
Non avevamo grandi obiettivi in testa, soltanto creare una gara che crescesse nel tempo e che avesse un tracciato non troppo tecnico, in modo che potesse essere corso dalla maggior parte delle persone. Da subito, infatti, avevamo capito che per “competere” con altre manifestazioni di caratura internazionale organizzate nel Garda Trentino (come il Bike Festival) dovevamo crescere nei numeri e nella qualità.

A distanza di 11 anni, cosa è cambiato e quanto è cresciuta la manifestazione?
Dopo 11 anni, GTT ha più che triplicato il numero degli iscritti (1.728 nel 2025) e aumentato significativamente la presenza straniera, arrivata a circa il 30% (dal 17% iniziale), con atleti provenienti da oltre 40 nazioni. È stato inoltre creato un weekend di gare con sei diverse distanze (tre quelle iniziali, concentrate il sabato), distribuite tra venerdì e domenica. Lo spartiacque è stato il 2020: siamo riusciti a organizzare comunque la gara, spostandola a settembre, e questo ci ha dato una forte visibilità, con effetti positivi negli anni successivi. Ciò che è cambiato maggiormente è l’impegno richiesto, in termini di tempo e professionalità. Oggi il mio è un lavoro part-time a tutti gli effetti, mentre il gruppo è formato da sette capiservizio che gestiscono le diverse aree. Il team organizzatore conta 14 membri, a cui si aggiungono oltre 400 volontari, veri artefici dell’evento. Pur mantenendo uno spirito volontaristico, una crescente professionalizzazione è diventata indispensabile per gestire un evento di questo livello.
Che territorio è quello dove si sviluppa la Garda Trentino Trail?
È uno dei territori più belli e vocati alle discipline outdoor del continente. Meta di milioni di turisti ogni anno, soprattutto dal Nord Europa, offre sport d’acqua, MTB, arrampicata e trekking. Negli ultimi anni anche il trail running ha guadagnato spazio, sia per la crescente popolarità della disciplina sia per la visibilità portata da GTT. Inoltre, anche in inverno è possibile correre su sentieri a quote intermedie, spesso liberi da neve e con temperature miti. Lo dimostra anche la Garda Trentino Xmas Trail, che ogni dicembre porta oltre 1.300 atleti alla partenza a Torbole.
La vostra gara ha aiutato anche nello sviluppo di una cultura del trail running nel territorio o rappresenta piuttosto l’espressione di questa passione?
Direi più la prima. Non siamo nati 20 anni fa, ma il 2015 non è nemmeno così recente. La gara ha contribuito a creare una cultura del trail running come alternativa off-road alla corsa su strada. Inoltre, il Garda Trentino è relativamente distante da aree come la direttrice Torino-Venezia, dove già dieci anni fa si trovavano molte gare e trail autogestiti.

Come sta cambiando la community del trail running del territorio?
I dati mostrano che molti runner si stanno spostando dalla strada alla montagna, affrontata in modo sempre più veloce e leggero. Anche le aziende propongono sempre più scarpe rispetto agli scarponi, anche per chi cammina. Nel Garda Trentino è ormai normale vedere corridori partire dagli hotel sul lungolago verso i sentieri. Anche i local sfruttano il territorio tutto l’anno. Arco, con la sua forte presenza di negozi outdoor, contribuisce a sostenere questa crescita costante.
Guardando al futuro, che obiettivi avete?
Gli obiettivi sono simili a quelli di 10 anni fa: crescere in modo graduale, consolidare la parte tecnica e migliorare le esperienze extra gara. L’idea è rendere l’evento attrattivo anche per accompagnatori e famiglie, offrendo attività collaterali e momenti di convivialità che li invoglino a tornare.
Vi piacerebbe essere parte di uno dei circuiti nazionali o internazionali di gare a lunga distanza?
Abbiamo avuto un primo approccio, ma è una scelta delicata. Sentiamo GTT come casa nostra e temiamo che soggetti esterni possano introdurre criticità, pur portando vantaggi. Per ora abbiamo accantonato l’idea: GTT ASD è solida e non ha bisogno di interventi esterni. In futuro si potrà valutare, magari con un supporto locale, ma l’obiettivo resta crescere in modo autonomo.