Prowinter torna a Fiera Bolzano da domenica 11 a martedì 13 gennaio 2026 e annuncia una ventiseiesima edizione con un format rinnovato e sempre più internazionale.
L’apertura di un intero padiglione che ospiterà il nuovo Scandinavian Village e la partecipazione di numerosi marchi internazionali danno l’idea di quanto la fiera stia crescendo e cambiando. Non mancheranno i celebri Prowinter Test Days, powered by ITASnow e organizzati da Pool Sci Italia che rappresentano una delle prime vere occasioni per provare in anteprima le novità della stagione 2026/2027.
L’intervista a Geraldine Coccagna, brand manager di Prowinter
Possiamo dire che il countdown a Prowinter 2026 è iniziato?
Sì, ormai siamo davvero agli sgoccioli. Abbiamo già iniziato a montare una parte del padiglione. L’interesse è forte e il clima è quello di una fiera che continua a crescere.
Quali sono le principali novità di quest’anno?
La più evidente è l’ampliamento. L’anno scorso abbiamo saturato il padiglione CD e per il 2026 abbiamo deciso di aprire anche il padiglione AB, dedicandolo interamente all’outdoor. I visitatori troveranno quindi un percorso con l’outdoor a sinistra e gli sport invernali a destra. Alcuni brand presidieranno entrambi i segmenti, quindi non mancheranno crossover interessanti.
Torna anche lo Scandinavian Village, questa volta con più forza.
Esatto. Lo spostamento di ISPO a dicembre ha complicato la vita ai marchi che non hanno le collezioni pronte in quel periodo. Così, il gruppo scandinavo, ha scelto Prowinter come nuova fiera di riferimento. Quest’anno arrivano sette aziende con le loro case madri, non solo distributori. Abbiamo lavorato per creare un’area che valorizzi la presenza nordica e la integri con i brand europei già presenti.
Il settore sembra vivere una fase di transizione e tutti cercano una nuova ISPO. Prowinter si sta candidando?
Lo si percepsice chiaramente. A ISPO molti addetti ai lavori chiedevano quale sarebbe stata la nuova piattaforma di riferimento. Noi abbiamo risposto “ci siamo”. Le aziende ci credono molto e la crescita degli spazi lo dimostra: passare in un anno da uno a due padiglioni non è affatto scontato. Ora la sfida è coinvolgere sempre di più negozianti e noleggiatori.
Da fiera del noleggio a fine stagione, a primo appuntamento fondamentale per la stagione invernale. Com’è stato questo percorso?
È stato un cambiamento necessario. Dopo il Covid, aprile non era più un’opzione poiché le produzioni, i trasporti e le tempistiche erano saltati. Così abbiamo coinvolto aziende e catene di noleggio per capire come muoverci. Inizialmente avevamo proposto di spostare la nostra fiera a febbraio, ma la proposta unanime fu “subito dopo Natale”. Una scelta coraggiosa, ma rivelatasi vincente. Nel 2025 abbiamo integrato formalmente l’outdoor e quest’anno sperimentiamo anche l’apertura domenicale: ogni tanto bisogna rischiare, e finora tutti i cambiamenti hanno portato risultati.
Oggi i mondi dello sci alpino e dell’outdoor si stanno contaminando sempre di più. Lo notate anche in fiera?
Moltissimo. Non è tanto un tema di rivalità tra brand, quanto di esigenze dei negozianti. Oggi uno store focalizzato solo sullo sci fa fatica, i margini non bastano. Serve integrare linee outdoor, lifestyle, prodotti crossover. Il consumatore, poi, è sempre più ibrido: indossa una giacca da sci in città e sceglie scarpe outdoor più per estetica che per performance. Questa contaminazione è evidente e Prowinter diventa un luogo dove i marchi possono raccontarla in modo naturale.

Il tema centrale di questa edizione è la sostenibilità. Che ruolo avrà?
Un ruolo chiave. Negli ultimi anni ho visto un vero cambio di passo con aziende che riciclano materiali, ripensano i processi produttivi e lavorano su nuove certificazioni. Noi, come Fiera Bolzano, investiamo da tempo su questo fronte: niente plastica monouso, api sul tetto, certificazioni ambientali. Per il 2026 abbiamo introdotto nel Prowinter Award una valutazione dedicata alla sostenibilità, affidata a un esperto esterno per stimolare le aziende a mostrare concretamente i propri progressi. Inoltre ospitiamo lo Ski Industry Climate Summit e il Winter Sports Network, che lavorano proprio su come affrontare insieme le nuove normative.
E per quanto riguarda negozianti e noleggiatori?
È il prossimo grande passo. Dai questionari del nostro Prowinter Lab emerge che il consumatore finale è più sensibile alla sostenibilità dei punti vendita stessi. Chi lavora in negozio o al noleggio è spesso sommerso dalle urgenze quotidiane e ha poco tempo per aggiornarsi. Vorremmo aiutarli a colmare questo gap, perché il futuro del settore passa anche da loro.