Sullo Speciale Climbing di Outdoor Magazine abbiamo chiesto ad alcuni dei più rilevanti brand del settore le loro impressioni sullo stato attuale e le previsioni future del mercato dell’arrampicata.
Ne è emerso che il settore è considerato in forte crescita per la maggior parte dei brand e distributori intervistati. L’incremento nel fatturato varia tra le aziende, ma si evidenzia una crescita significativa, a volte con picchi su alcune categorie, segno che il settore ha visto crescere il numero di partecipanti e ha saputo dimostrarsi resiliente alle crisi.
Consumatore outdoor vs. indoor
- La pratica indoor non è più solo un allenamento per l’outdoor; ora pende nettamente verso chi inizia e prosegue la sua esperienza solo indoor. Questo fenomeno è particolarmente presente nelle grandi città.
- Il frequentatore della palestra non è necessariamente lo stesso che pratica outdoor.
- Il consumatore outdoor è più orientato all’attrezzatura, apprezzandone peculiarità e sfumature tecniche. Cerca la pura passione, il benessere interiore tramite nuove sfide, è sensibile all’ambiente, propenso a viaggiare e conoscere nuove culture verticali. Cerca tecnicità, durabilità e performance nei prodotti.
- Il consumatore indoor è alla ricerca di una commistione stilistica fra abbigliamento e attrezzatura, come se facesse parte di un movimento culturale leggermente diverso. Vede l’arrampicata più come un’attività fitness, un luogo di incontro e socializzazione. Cerca prodotti funzionali, polivalenti, non eccessivamente specifici. Ricerca prodotti belli, esteticamente gratificanti. Predilige capi versatili, attenti allo stile e al comfort, che possano essere indossati anche fuori dalla palestra e in linea con un’estetica urbana o lifestyle. C’è una crescente esigenza di qualità tecnica anche nel primo acquisto indoor, soprattutto per gomma e risuolabilità.
Domanda di prodotti (entry-level vs. tecnici/performanti)
- Dopo un periodo post-Covid con boom di prodotti entry-level, nell’ultimo anno si è tornati a una situazione più equilibrata tra entry-level e modelli tecnici/performanti.
- Alcune aziende hanno visto crescere sia i prodotti entry-level che la gamma tecnica, con stabilità nella fascia media.
- La domanda si sta spostando sempre più su prodotti performanti (scarpette, corde, imbraghi).
- L’aumento costante della base di praticanti porta a una maggiore richiesta di prodotti entry level. Tuttavia, c’è anche forte interesse per prodotti nuovi ad alto contenuto tecnico e innovativo.
- C’è una polarizzazione della domanda, ma con un importante livellamento qualitativo verso l’alto: i prodotti devono essere più performanti, sia per principianti che per esperti.
- Nel climbing indoor, la richiesta per l’abbigliamento si orienta verso capi con funzionalità essenziale, dove comodità, libertà di movimento e stile sono centrali. Nel mondo outdoor, invece, cresce l’attenzione alla tecnicità e performance.

Fenomeno palestre indoor
- L’arrampicata indoor è la componente più dinamica del settore e ha vissuto una crescita esponenziale, diventando un vero e proprio fenomeno culturale e sociale.
- La crescita è dovuta alla diffusione di strutture moderne nelle metropoli e in tutta Italia e Europa, oltre che in mercati come Cina, Corea e Giappone.
- Le palestre sono diventate luoghi di incontro, socializzazione e aggregazione, non solo spazi di allenamento.
- Il bacino d’utenza si è allargato e il frequentatore è molto eterogeneo: non solo giovani atleti, ma anche scuole, famiglie, pensionati, universitari, sportivi di altre discipline. C’è anche una forte presenza femminile.
- Le palestre si stanno adeguando, proponendo più vie per chi inizia e differenziando gli spazi per neofiti ed esperti. Offrono meno barriere d’ingresso e la sicurezza è facilitata.
- La maggiore affluenza aumenta il rischio dell’attività, richiedendo prodotti facili da usare, comprendere e controllare.
Impatto delle Olimpiadi
- L’impatto delle Olimpiadi sulla crescita del climbing è percepito meno di quanto atteso da alcuni. Alcuni lo definiscono marginale in Italia.
- La poca copertura mediatica in Italia è stata un fattore limitante.
- La separazione delle discipline (Lead, Boulder, Speed) prevista per Los Angeles 2028 è vista come un potenziale passo ulteriore per la crescita.
- Altre aziende ritengono che le Olimpiadi abbiano avuto un impatto fortissimo sulla visibilità e percezione, soprattutto tra i giovani. Hanno reso il climbing più comprensibile, affascinante e percepito come uno sport moderno, dinamico e inclusivo. Hanno accelerato un processo di crescita già in corso grazie all’indoor.
- Le Olimpiadi hanno contribuito a far comprendere cosa prevede l’arrampicata: sfida con sé stessi, concentrazione, allenamento psico-fisico.
Eventi e raduni vs. gare
- Eventi e raduni permettono un ingaggio più diretto e attivo rispetto alle gare. Sono occasioni migliori per presentare i prodotti e confrontarsi con gli utilizzatori.
- Stanno assumendo sempre più importanza gli eventi open e i raduni che uniscono competizione, socialità e intrattenimento. Sono fondamentali per far crescere la community e coinvolgere anche i climber meno esperti.
- Gli eventi e i raduni sono fondamentali per rafforzare il senso di community e creare connessioni autentiche con il brand. L’approccio esperienziale è centrale, puntando sul valore dell’incontro e della condivisione della passione.
Andamento vendite e previsioni sell-out
- Dopo stagioni difficili, per la SS 2025 si registrano numeri positivi e prospettive buone.
- La stretta attualità (dazi, situazione geopolitica ed economica) rischia di scombinare le carte.
- Alcune aziende hanno visto un sell-in positivo e si aspettano un sell-out consapevole trainato dall’entusiasmo dei negozianti.
- C’è stato un forte ritorno della domanda specifica di scarpette d’arrampicata post-Covid.
- Le prospettive di sell-out sono positive, attese spinte dalla voglia di stare all’aria aperta, ripresa del turismo attivo e fidelizzazione del consumatore outdoor.

Segmento work and safety
- L’impatto di questo segmento varia: per alcuni è una parte strutturale e molto importante del business (30% del totale), per altri è il core business con l’arrampicata, per altri ancora ha un impatto significativo e quasi equivalente al settore sportivo, mentre per altri è marginale o assente.
- È visto come un segmento sempre più strutturato e solido.
- Non c’è consenso sul fatto che crescerà più dello sportivo; alcuni pensano di sì a causa della scarsa consapevolezza e normative in espansione, altri credono che le innovazioni sportive si rifletteranno sul work rendendolo più confortevole.
- Climbing Technology/Skylotec vede un forte sviluppo in entrambe le categorie (sportivo e professional) ed è un big player nel mondo professional a livello internazionale. Credono nella scelta di produrre in Italia/Europa per controllo supply chain, utile in momenti di instabilità.
Previsioni per il futuro
- Le previsioni sono generalmente molto buone.
- Si prevede una netta divisione tra domanda/offerta: i marchi potrebbero dividere il mercato in prodotti per la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e gamme esclusive/tecniche per rivenditori specializzati, dove il consiglio dell’esperto è indispensabile.
- Il settore crescerà molto e ci sono ancora molti comparti da esplorare.
- Ci si aspetta che il climbing entri sempre più nelle scuole e diventi uno sport di base.
- Si prevedono due tendenze: forte urbanizzazione della pratica (sales, social, tecnologia) e un ritorno all’essenza (luoghi autentici, contatto con la natura) per una parte della community. Il settore sarà sempre più sfaccettato e vario.
- Si prevede un consolidamento ed espansione delle discipline outdoor come trekking, arrampicata e alpinismo, con integrazione tra esperienza outdoor e benessere quotidiano anche in contesti urbani.
- Il climbing indoor continuerà a registrare un importante incremento, diventando un fenomeno culturale e sociale.
- C’è fiducia nella crescita, spinta dall’interesse per le attività all’aria aperta e uno stile di vita attivo e sano.
Alcune dichiarazioni
“Negli ultimi quattro anni l’arrampicata indoor ha vissuto una vera e propria esplosione, diventando uno dei fenomeni sportivi più interessanti e dinamici del panorama europeo. Parliamo di una crescita che ha portato nelle palestre tantissimi nuovi utenti, attratti da un’attività completa, sana e incredibilmente stimolante dal punto di vista fisico e mentale. L’arrampicata è una disciplina eclettica, capace di sviluppare forza, coordinazione e consapevolezza corporea, ma al tempo stesso è anche un potente aggregatore sociale. Pur trattandosi di uno sport individuale, il contesto della palestra favorisce la nascita di vere e proprie community: si condividono progetti, ci si confronta sulle linee di tracciatura, si creano amicizie. È questo mix di sport, gioco e socialità a renderla così attrattiva, soprattutto per i giovani“, Francesco Delladio, climbing & mountaineering product manager La Sportiva
“Negli ultimi anni, il settore indoor ha registrato una crescita significativa, diventando per molti il primo punto di contatto con il mondo del climbing. Le palestre non sono più solo luoghi di allenamento, ma veri e propri centri di aggregazione, dove si sviluppano community forti, stili di vita e nuove esigenze. La parte più consistente di questi utenti continua a vivere l’indoor in modo esclusivo, al momento solo una minoranza si avvicina progressivamente anche all’arrampicata outdoor, frequentando falesie e pareti naturali. Proprio per queste dinamiche, le esigenze dei due segmenti sono differenti: l’indoor richiede capi più versatili, dal design contemporaneo, attenti allo stile e al comfort, mentre l’outdoor cerca tecnicità, durabilità e performance“, Maddalena Bosisio, marketing & communications manager Rock Experience
“Come per ogni sport, l’agonismo porta a far diventare una disciplina appetibile per chi tramite questo cerca di esprimersi in performance e conquista. Così lo è anche per il climbing che, con gli eventi da gara, si porta allo stesso livello di altri sport agonistici conosciuti da tempo come tali – come l’atletica leggera, gli sport di squadra, il tennis. Questa evoluzione ha portato a una maggiore accessibilità e alla possibilità di mettersi in gara con altre persone, mentre fino a qualche anno fa la conquista delle vere montagne, delle vette più alte e delle pareti più difficili era un privilegio per pochi – perché si rischiava la vita“, Christoph Engl, ceo Gruppo Oberalp, e Stefan Zublasing, brand manager Wild Country
“Il consumatore outdoor è quello sicuramente più orientato ad ampliare le sue esperienze anche in altri campi verticali. Il suo approccio all’arrampicata è pura passione alla ricerca di un benessere interiore motivato da nuove e costanti sfide. È sensibile all’ambiente, è propenso a viaggiare e a conoscere nuove culture verticali rispettando gli usi e i costumi dei luoghi che frequenta. È un consumatore attento e resiliente. Il consumatore indoor è animato dalla stessa passione ma la pratica dell’arrampicata è più un’attività fitness da esercitare il più possibile nel tempo libero dagli impegni quotidiani in compagnia degli amici, le palestre sono diventate un luogo di incontro dove socializzare, mettersi in mostra, fare nuove amicizie. In questi luoghi la pratica dell’arrampicata offre meno barriere d’ingresso, la sicurezza è un punto cardine ed è quanto più possibile facilitata, i numeri sono in costante aumento“, Emanuele Gerli, mediterranean sales manager Climbing Technology member of Skylotec