Elhousine Elazzaoui è stato uno dei protagonisti più attesi dell’edizione 2025 degli Outdoor & Running Business days e ha portato con sé un bagaglio di emozioni che hanno a che fare con la sua incredibile carriera sportiva, ma soprattutto con la sua figura di essere umano. Nato nel 1992 a Zagora nel sud del Marocco il fortissimo trail runner è un figlio del deserto, nato in una tribù berbera.
La sua storia è raccontata da un cortometraggio prodotto da NNormal, brand che dal 2024 è al suo fianco con una progettualità a lungo termine. The Nomad non è solo il titolo del film che il 26 maggio è stato proiettato in Sala Workshop agli ORBDAYS, ma anche e soprattutto un ritratto sincero dell’uomo dietro l’atleta.
L’incontro con Elhousine Elazzaoui a Riva del Garda
Da Zegama, nei Paesi Baschi spagnoli, a Riva del Garda, il passaggio è velocissimo. Elhousine Elazzaoui è arrivato agli ORBDAYS con addosso ancora le emozioni di una bellissima vittoria, quella più sognata, sofferta, sperata e, alla fine, conquistata. Nella celebre maratona “alpina” di Zegama-Aizkorri 2025, il marocchino ha fermato il cronometro a 3h43’28”, siglando così il quarto tempo più veloce nella storia della gara. Ma soprattutto, si è confermato atleta ai vertici della disciplina, cresciuto dal punto di vista tecnico ma anche mentale che ora può davvero puntare alla testa della Golden Trail World Series.
Ma quando è arrivato nei padiglioni di Riva del Garda, lo ha fatto con una grandissima umiltà, rispondendo alle domande degli appassionati, dedicando parole e sorrisi a chiunque lo fermasse per un saluto, posando per un selfie insieme a tutti.

La prima volta che Elhousine Elazzaoui affronta una gara di corsa ha solo 11 anni e di allenamenti, tabelle e dieta non ne sa davvero niente. A raccontarlo è lui stesso. “Ero con i miei genitori in Marocco, eravamo andati a fare delle spese. Quel giorno il paese era in fermento, c’era una gara di corsa dedicata ai bambini. Ho detto ai miei genitori: io vado! Non avevo né un paio di scarpe né un pettorale e così mi hanno fatto partire dopo rispetto agli altri. Nonostante ciò, ho vinto quella gara e insieme la possibilità di tornare l’anno dopo con un pettorale e delle scarpe regalate”. Che quello sarebbe stato il preludio di una carriera tutta da scoprire, Elhousine non lo sapeva, ma di sicuro qualcosa in quel momento era scattato dentro di lui
Qualche domanda a Elhousine Elazzaoui
Dalla prima gara senza scarpe, alla vittoria della Zegama-Aizkorri 2025. Quanto è cambiata la tua vita e quanto sei cambiato tu?
La mia vita tantissimo, io credo di essere sempre lo stesso. Mi piace la semplicità, la natura, stare con gli amici, bere un buon bicchiere di vino e contemplare la natura. Io sono nato nel deserto e questo sono molto legato. Quella nomade non è una vita che puoi molto programmare: vivi in funzione della natura e per me a volte è difficile seguire delle tabelle di allenamento, programmare che cosa farò domani. Seguo molto l’istinto e quello che mi va di fare. Però è vero che vincere Zegama-Aizkorri rappresenta per me davvero un sogno che si avvera, un obiettivo che ho inseguito in modo molto tenace e oggi sono felicissimo.

Com’è nato il rapporto con NNormal con Kilian Jornet? Che rapporto hai con lui?
Quando sono arrivato in Svizzera non avevo nessun coach. Mi allenavo seguendo i consigli di un libro scritto da Kilian Jornet. Per me è sempre stato un punto di riferimento sia come persona che come atleta. Mi ha contattato, insieme al team di NNormal, alla fine della stagione 2023 e mi ha subito conquistato soprattutto per la sua visione con ambizioni a lungo termine e un aspetto eco-responsabile che mi piace. Con Kilian ci sentiamo ogni tanto, mi dà consigli e ovviamente è disponibile a rispondere quando sono io a cercarlo.
L’intervista completa la troverete sul numero di Giugno di Outdoor Magazine