Possiamo dire che il cammino sia l’attività outdoor più consona alla riflessione e alla meditazione. Due cose di cui abbiamo certamente bisogno anche per analizzare il momento storico che sta attraversando il nostro settore. Come vedremo, l’outdoor non è fermo ma in movimento. E oggi più che mai camminare è un modo per capire dove stiamo andando. Proprio alle varie forme di questo movimento primordiale abbiamo dedicato uno speciale in allegato a questo numero di Outdoor Magazine, in distribuzione speciale anche durante l’attesissima undicesima edizione degli Outdoor & Running Business Days di Riva del Garda (di cui vi parleremo ampiamente il prossimo mese).
Tornando alle tre parole richiamate anche nel titolo, partiamo innanzitutto dalla consueta volontà di osservare e capire il mercato. Tra gli strumenti ideali per farlo ci sono le nostre inchieste e le analisi su dati & statistiche che puntuali riportano una fotografia aggiornata e veritiera del settore. Nelle prossime pagine trovate numerosi approfondimenti da questi punti di vista. Come il consuntivo finale de “La Carica dei 101” sulla distribuzione italiana. Uno scenario ulteriormente arricchito dall’approfondimento dei dati condivisi in esclusiva con Outdoor Magazine da parte dei 54 retailer riuniti nella rete NSI (Negozi Sportivi Indipendenti).
Da entrambe le analisi emerge come la fine del 2024 e l’inizio del 2025 restituiscano una situazione di sostanziale stabilità del mercato. Non una cattiva notizia, considerando che si arrivava da almeno due stagioni di cali sostanziosi. Il settore prova a ripartire, dunque, ma tra ostacoli noti: saturazione dell’offerta, meteo instabile, e-commerce aggressivo. Un equilibrio fragile, che rischia di penalizzare la filiera, la consulenza in negozio e l’esperienza d’acquisto di qualità. Eppure, la domanda resiste, sebbene con profili nuovi e più segmentati rispetto a un tempo. L’occasionale cerca il risparmio, il fidelizzato predilige competenza e servizio.
Fatturati sostanzialmente invariati, insomma. Con performance differenti a seconda delle discipline. Tra queste, spicca in ottima salute proprio l’escursionismo e, in generale, tutte le forme legate al cammino. Ne parliamo ampiamente proprio nel nostro speciale Walking & Trekking, dove emerge quanto questa attività sia diventata un linguaggio condiviso per molte fasce d’età. Parlando solo dei cosiddetti “cammini ufficiali” (senza considerare quindi le numerose altre varie forme del camminare, tra le quali nordic walking, hiking e trekking) i numeri sono emblematici: si registrano oltre 1,4 milioni di pernottamenti lungo i cammini italiani nel 2024, +6% sull’anno precedente, con quasi 200mila camminatori (+29%). Una crescita alimentata in gran parte dagli under 35: il 97% di loro parte per vivere un’avventura nella natura, il 90% per curiosità, l’83% per affrontare una sfida personale. Social network e passaparola sono le vie d’accesso preferite, la dimensione esperienziale e relazionale quella più ricercata.
Questa tendenza trova conferma anche nello sviluppo dei prodotti, sempre più agili e trasversali. Oltre che nelle strategie di un numero crescente di brand, che strizzano l’occhio a questo pubblico in evoluzione con sneaker tecniche, capi ibridi e un’estetica urbana. Abbracciando nuove sfide e rinnovando il proprio look. Non a caso nelle prossime pagine trovate ben due case history di rebranding e il lancio di un nuovo marchio da parte di un’azienda rappresentativa del nostro settore. L’obiettivo è quello di intercettare al meglio il mutato e mutevole pubblico dell’outdoor, possibilmente in modo trasversale. Proponendosi non solo come semplici fornitori di prodotto, ma come ambasciatori di cultura condivisa, attitudine e identità.