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Sporting goods: un’industria da 675 miliardi di dollari

23 Settembre 2026

Secondo il primo studio completo sull’impatto economico globale del settore sportivo, condotto dalla World Federation of the Sporting Goods Industry (WFSGI) insieme alla società di consulenza Oliver Wyman, l’industria globale degli articoli sportivi genera ogni anno circa 675 miliardi di dollari di PIL e sostiene 28 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

Il report si chiama “The Industry that Moves the World” e stima che, considerando anche l’impatto della filiera e la spesa dei lavoratori, il contributo complessivo del settore raggiunga circa lo 0,6% dell’economia mondiale, mentre i 28 milioni di posti di lavoro sostenuti dal comparto equivalgono a circa uno ogni 125 occupati a livello globale.

Aspetti positivi e negativi emersi

Secondo lo studio, l’intera economia dello sport vale oggi circa 2.300 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a 3.700 miliardi entro il 2030. La sola industria degli articoli sportivi genera inoltre circa 120 miliardi di dollari di entrate fiscali dirette ogni anno, mentre se si considerano anche la filiera e la spesa dei lavoratori, la cifra sale a circa 230 miliardi di dollari. Un ruolo importante è giocato anche dall’innovazione: negli ultimi 10 anni, le richieste di brevetti legate allo sport sono cresciute in media del 7,6% all’anno, un ritmo di oltre il 70% superiore a quello registrato complessivamente per i brevetti. Nel 2024, le aziende del settore hanno inoltre investito circa cinque  miliardi di dollari in sponsorizzazioni, senza considerare prodotti e altri contributi non monetari.

Tra le criticità, invece, ci sono le barriere commerciali. Infatti, gli articoli sportivi sono soggetti a un dazio medio del 14,1%, quasi tre volte superiore alla media applicata agli altri beni scambiati a livello internazionale. Le complesse catene di approvvigionamento globali possono inoltre far sì che materiali, componenti e prodotti finiti siano soggetti più volte a costi doganali, con possibili ripercussioni sui prezzi finali per i consumatori.

Per la WFSGI, è quindi importante creare regole commerciali più semplici e prevedibili, insieme a politiche fiscali e normative che favoriscano l’accessibilità dei prodotti e una maggiore collaborazione tra settore pubblico e privato.

A questo link il report completo

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