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Il freeride nella storia: sci e snowboard fuoripista debutteranno alle Olimpiadi di Alpes 2030

14 Luglio 2026

Il freeride raggiunge un nuovo traguardo storico: sci e snowboard su terreno naturale faranno il loro debutto ai Giochi Olimpici Invernali di Alpes 2030. La decisione è stata ufficializzata dal International Olympic Committee, che ha approvato l’inserimento della disciplina nel programma olimpico della manifestazione francese.

Si tratta di un passaggio fondamentale per uno dei settori dello sci e dello snowboard cresciuti maggiormente negli ultimi decenni, passato da movimento di nicchia legato alla cultura della montagna estrema a disciplina internazionale strutturata, con un circuito agonistico, atleti professionisti e un pubblico globale.

I criteri di qualificazione e il formato definitivo delle gare saranno comunicati in una fase successiva, ma l’ingresso nel programma olimpico rappresenta già una svolta per tutto il movimento.

Dalle linee selvagge alla scena olimpica

A differenza delle discipline tradizionali dello sci alpino, nel freeride gli atleti non gareggiano contro il cronometro, ma vengono valutati sulla base della loro performance su una parete naturale non preparata e senza un percorso obbligato.

La scelta della linea, il controllo degli sci o della tavola, la fluidità dei movimenti, la tecnica e l’esecuzione dei trick sono gli elementi che determinano il risultato finale. Una combinazione di capacità tecnica, creatività e lettura della montagna che da sempre rappresenta l’essenza del freeride.

freeride world tour courmayeur 2012

Il percorso che ha portato questa disciplina fino al palcoscenico olimpico è iniziato quasi trent’anni fa, con la nascita del Freeride World Tour attorno all’iconico evento Xtreme Verbier del 1996.

Negli anni il circuito ha costruito un vero sistema competitivo, sviluppando una filiera che oggi comprende categorie Junior, Qualifier, Challenger e World Tour, permettendo agli atleti di crescere progressivamente fino al livello professionistico.

Dal 2022 il Freeride World Tour collabora con la International Ski and Snowboard Federation e nel 2026 ha contribuito alla nascita dei primi FIS Freeride World Championships. Attualmente il movimento conta oltre 10.000 atleti tesserati e più di 300 competizioni all’anno distribuite su quattro continenti.

La soddisfazione della community freeride

«Questo è un momento di gioia per tutta la comunità freeride e il risultato di tre decenni di impegno e dedizione», ha dichiarato Nicolas Hale-Woods, fondatore e CEO del Freeride World Tour. «Il mio primo pensiero va ai rider che hanno creduto per primi in questa disciplina e ai giovani atleti che ora possono sognare una medaglia olimpica».

Anche il presidente della FIS Alexander Ospelt ha sottolineato il valore dell’ingresso del freeride nel programma olimpico, definendolo un’aggiunta capace di aumentare l’attrattività dei Giochi e valorizzare il percorso di crescita degli atleti, dai giovani fino ai professionisti.

Tra i rider, l’annuncio è stato accolto come una nuova frontiera. Il campione del Freeride World Tour 2024 Max Hitzig ha indicato Alpes 2030 come il prossimo grande obiettivo della carriera, mentre la rider tedesca Lena Kohler ha definito la partecipazione olimpica «l’obiettivo finale» per ogni atleta.

Un’opportunità per la crescita dello sport

L’ingresso olimpico potrebbe avere un impatto significativo sul futuro del freeride, favorendo maggiori investimenti da parte delle federazioni nazionali, nuovi programmi di sviluppo giovanile e una maggiore visibilità internazionale.

Anche gli sponsor e i partner storici della disciplina hanno accolto positivamente la decisione. Tra questi Scott Sports, partner ufficiale del Freeride World Tour dal 2023, che ha ricordato il proprio coinvolgimento nella crescita del movimento fin dalle prime competizioni sulla parete del Bec des Rosses a Verbier negli anni Novanta.

«Vedere il freeride arrivare a un momento che molti avevano solo immaginato è davvero emozionante», ha commentato Hugues Kervyn, Global Team Lead – Apparel & Equipment Marketing di Scott.

Il nuovo volto degli sport invernali

L’arrivo del freeride alle Olimpiadi di Alpes 2030 si inserisce in un processo più ampio di trasformazione degli sport invernali, sempre più orientati verso discipline capaci di unire spettacolarità, cultura outdoor e coinvolgimento delle nuove generazioni.

Allo stesso tempo, il nuovo ingresso ha comportato alcune esclusioni dal programma olimpico: per mantenere sotto controllo il numero complessivo di eventi e partecipanti, il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di eliminare la combinata nordica, disciplina presente ai Giochi fin dalla prima edizione invernale del 1924.

Una scelta che ha generato critiche da parte di diverse federazioni, tra cui quella austriaca e tedesca dello sci, ma che apre ufficialmente una nuova era per il freeride.

Nel 2030, sulle montagne francesi, gli atleti che hanno costruito questa cultura tra neve fresca, grandi linee e rispetto della montagna avranno finalmente un palcoscenico olimpico. Un riconoscimento che certifica l’evoluzione di una disciplina nata ai margini dello sci tradizionale e diventata oggi una delle espressioni più dinamiche dell’outdoor invernale.

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