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Il nuovo rapporto di World Footwear evidenza un calo di ottimismo all’interno del settore calzature

9 Giugno 2026

La 14ª edizione del World Footwear Business Conditions Survey ha rilevato che i dirigenti del comparto calzaturiero mantengono una visione generalmente positiva delle prospettive di business, sebbene con un livello di fiducia leggermente inferiore rispetto all’indagine precedente, condotta nell’autunno scorso.

L’indagine, realizzata nell’aprile 2026 da World Footwear by Portuguese Shoes su 108 dirigenti del settore provenienti da tutte le principali aree geografiche, ha evidenziato che il 61% degli intervistati si aspetta che la situazione della propria azienda nei prossimi sei mesi migliori, in calo rispetto al 71% registrato nel sondaggio svolto tra ottobre e novembre 2025. I produttori di calzature si mostrano meno ottimisti rispetto agli altri operatori del settore. Dal punto di vista geografico, gli intervistati europei risultano sensibilmente meno ottimisti rispetto ai colleghi degli altri continenti, anche se le valutazioni positive continuano a prevalere ovunque.

Secondo il rapporto di World Footwear, a metà aprile il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di crescita globale, portandole al 3,1% per il 2026 rispetto al 3,3% stimato a gennaio. La revisione riflette l’impatto del conflitto tra Stati Uniti e Iran sui prezzi dell’energia, sulle rotte commerciali e sulle pressioni inflazionistiche. La crescita prevista rappresenterebbe inoltre un rallentamento rispetto all’espansione del 3,4% registrata nel 2025.

Tuttavia, World Footwear sottolinea che i dati sul commercio calzaturiero del 2025 mostrano comunque una crescita delle importazioni nella maggior parte dei principali mercati, in particolare in Europa, mentre Stati Uniti e Cina hanno registrato una contrazione. Il rapporto afferma: “I risultati indicano che l’industria calzaturiera globale rimane nel complesso ottimista, anche se le aspettative sono più prudenti rispetto al semestre precedente e sempre più influenzate dall’incertezza geopolitica, dalle pressioni sui costi e dalle disparità regionali.”

Tra gli altri risultati emersi dall’indagine:

  • Le aspettative occupazionali indicano prevalentemente stabilità: poco più della metà delle aziende prevede di mantenere invariato il numero di dipendenti, il 32% si aspetta un aumento e il 16% una diminuzione.
  • Le prospettive per prezzi e volumi di vendita restano favorevoli. Quasi il 90% degli intervistati prevede un aumento dei prezzi al dettaglio delle calzature nei prossimi sei mesi, mentre circa tre quarti si aspettano una crescita del numero di paia vendute.
  • Le pressioni sui costi restano la principale preoccupazione del settore. Il costo delle merci e delle materie prime viene indicato dal 41% degli intervistati, seguito a breve distanza dalla concorrenza sul mercato domestico (40%).
  • Il continuo spostamento verso il retail digitale. Gli store online monomarca sono considerati il canale più promettente per i prossimi tre anni, seguiti dalle piattaforme e-commerce multimarca dedicate a calzature o moda e dai marketplace generalisti. Le aspettative per il retail fisico risultano più moderate e in calo rispetto al sondaggio dell’autunno 2025: la grande distribuzione e i negozi multimarca di calzature continuano comunque a raccogliere più valutazioni positive che negative, mentre le prospettive meno favorevoli riguardano i negozi fisici monomarca, per i quali una quota maggiore di intervistati prevede una diminuzione, anziché un aumento, della quota di mercato.
  • Gli esperti del settore mantengono una visione fortemente espansiva dei consumi globali di calzature nel 2026: oltre l’80% prevede una crescita, con un incremento medio stimato intorno al 10,5%.
  • Il conflitto tra Stati Uniti e Iran viene percepito come un “rischio concreto per il business”: quasi il 45% degli intervistati ritiene probabile o molto probabile un impatto negativo significativo.

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