Nel 2025 Marion Haerty ha ottenuto una wild card per competere nella tappa di Val Thorens del Freeride World Tour e l’ha vinta, con il punteggio di 95, il suo più alto di sempre. E pensare che il FWT l’aveva vinto quattro volte, prima donna a riuscirci.
Francese di Colmar trapiantata a Chamonix, Marion affronta le cento domande che noi giornalisti siamo pronti a rivolgerle in occasione del Winter Tour di Smith con la stessa naturalezza che la contraddistingue quando guarda appena oltre una cornice di neve, prima di tuffarsi giù con il suo snowboard.
Il tuo rientro a Val Thorens è una bella storia di sport e resilienza. Ti eri preparata in modo specifico?
Non ho fatto nulla di speciale, ma ho tanta esperienza, tra Natural Selection e Freeride World Tour: avendoli vinti entrambi, ho capito quali sono le mie potenzialità e i miei limiti. Quel giorno il tempo era bello, c’era neve fresca, la mia famiglia e gli amici erano lì a guardarmi e mi sono detta: sono qui per divertirmi, così ne è venuta fuori una delle migliori giornate in assoluto della mia carriera sportiva.
Ci spieghi le differenze tra Freeride World Tour e Natural Selection?
Al Natural Selection il termine naturale non va inteso come al Freeride World Tour, dove scegli la linea su una face. Fai dei trick sui kicker che vengono costruiti con il legno in estate e poi ricoperti di neve, per questo attira rider dallo slopestyle o medaglie olimpiche e per me è stata un’esperienza diversa, anche se da giovane ho fatto la Coppa del Mondo slopestyle, cercando di qualificarmi per le Olimpiadi di Sochi, senza successo. Così mi sono rivolta al Freeride World Tour per rivincita, cercando di esprimere lì il mio potenziale.
Il freeride punta alle Olimpiadi, come si sta trasformando?
Sono sicura che l’evoluzione nei prossimi anni sarà enorme, ci sarà più professionalità, ci saranno più club dedicati al freeride e sono molto curiosa di vedere come si svilupperà.

Sei tra le rider più impegnate per le pari opportunità sulla neve, al Lobuche, hai deciso di andarci con un team di sole donne.
Per il progetto Didi ho scelto delle donne Sherpa proprio perché il progetto non era tanto – o solo – di salire la montagna e scenderla con lo snowboard, ma di stare con queste donne, raccontare le loro storie, passare del tempo insieme. Il messaggio è: sulle vette si incontrano più uomini che donne e ho cercato di rendere le montagne più accessibile al pubblico femminile.
Anche dietro all’evento Level Up c’è un’idea simile, ce la racconti?
A un certo punto della mia carriera mi sono chiesta come potessi aiutare il mio sport a diventare più inclusivo. Ho pensato che avrei potuto chiedere ai miei sponsor di aiutarmi a creare un evento non solo per le donne, ma per avvicinarle allo snowboard, perché spesso ci dimentichiamo delle principianti. Ci sono così tante iniziative per freerider esperti, ma poche per chi vuole avvicinarsi a questo sport. Allora mi sono detta: devo organizzare un evento per le donne che vogliono avvicinarsi alla splitboard e alla tavola, che vogliono sapere come si va in montagna in sicurezza. C’è anche una gara, ma è una due stelle Freeride Qualifiers, quindi facile. La più grande soddisfazione è stata arrivare in vetta con 40 donne, tutte insieme. Level Up si svolge a Chamonix a gennaio ed è arrivato alla sconda edizione.
Il clima sta cambiando, come ti relazioni con questo problema?
In dieci anni a Chamonix ho visto cambiamenti importanti nella quantità e nella qualità della neve e il meteo è sempre più variabile, con cambiamenti improvvisi: è molto triste. Da parte mia cerco di essere molto attenta, se il rischio è troppo alto, sto a casa: le montagne sono sempre lì e non devo più dimostrare nulla. Cerco anche di sensibilizzare i miei fan quando le condizioni sono pericolose, invitandoli a dotarsi di artva, pala e sonda, ma anche a saperli usare, a seguire dei corsi, ad allenarsi.
Hai mai avuto paura?
Penso che sia buona cosa avere paura, perché capisci dove sono i limiti: se hai tanta paura vuol dire che sei molto fuori dalla tua comfort zone. La paura aiuta a prendere le giuste decisioni, giorno per giorno.

Marion Haerty classe 1992, ha iniziato a gareggiare con una tavola ai piedi nello slopestyle, boardercross e halfpipe. A 18 anni è stata campionessa francese di slopestyle. Ha vinto quattro Freeride World Tour, nel 2017, 2019, 2020 e 2021, prima donna ad arrivare a questa quota. Nel 2023 è scesa con lo snowboard dal Lobuche (6.119 m), in Nepal. Nel 2024 ha vinto il Natural Selection Tour. Tra i suoi sponsor, Smith, The North Face e Rossignol.