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Quanto vale l’economia della neve? I dati di Mediobanca

11 Marzo 2026

Tra export record e nuovi modelli di consumo, la montagna invernale si conferma uno dei mercati più dinamici dello sport globale. L’Area Studi di Mediobanca ha realizzato una ricerca che analizza i dati della Winter Sports Industry (Ed. 2026).

Nell’ultimo periodo, la crescente attenzione al benessere sta plasmando l’identità e le priorità dei consumatori, che non ambiscono più soltanto a vivere più a lungo, ma anche a vivere meglio. In particolare, le generazioni più giovani danno sempre più importanza al wellbeing e, di riflesso, ne divengono i principali consumatori. Di conseguenza, il mercato degli sport invernali sta evolvendo verso un modello in cui la prestazione atletica è solo una parte di un’offerta più ampia focalizzata sulla salute globale dell’individuo.

Benessere e mercato invernale

I consumatori non cercano più solo le piste da sci, ma prediligono mete alpine in grado di conciliare avventura, relax e benessere fisico e mentale e la montagna viene percepita come un “laboratorio” dove lo sport si integra con la socialità e la cura di sé. Questo porta a una proiezione di crescita del mercato dell’attrezzatura per il 2026 di circa il 4% a livello mondiale. Inoltre, diventa sempre più labile il confine tra moda e sport, con i clienti che cercano sempre più capi tecnici che non siano solo belli, ma che migliorino la qualità della vita quotidiana. A questo si aggiunge il fatto che l’invecchiamento della popolazione spinge il mercato verso un modello in cui il benessere e la prevenzione diventano i motori principali della crescita economica e dell’innovazione industriale.

Se prendiamo il caso dell’Italia, dove gli over 65 rappresentano quasi un quarto della popolazione, l’invecchiamento attivo è una strategia vitale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Attualmente, solo il 9% degli over 65 italiani svolge un’attività fisica sufficiente, evidenziando un enorme potenziale di crescita per il settore. Infatti, l’inattività è considerata il più grande mercato non sfruttato al mondo. Con circa 1,8 miliardi di adulti che non raggiungono i livelli di movimento raccomandati dall’OMS, le aziende hanno l’opportunità di creare un’intera “economia della salute e del movimento” attraverso soluzioni innovative e prodotti accessibili.

Outdoor e sport industry

Le esportazioni mondiali di beni legati al mondo dello sport valgono 128 miliardi di dollari. Per il 2025 si conferma il trend in crescita per la Sport & Outdoor industry mondiale, con un giro d’affari delle multinazionali pari a 385 miliardi di euro. Per il 2026 l’espansione del settore Sport & Outdoor rimarrà a una cifra, sostenuta dal trend dello stile athleisure e da quello sportivo-tecnico più orientato alle performance. In questo contesto, secondo il report di Mediobanca, gli sport invernali generano un valore complessivo delle esportazioni pari a 3,71 miliardi di dollari, corrispondente a una quota del 2,9% del totale del commercio mondiale relativo al settore sportivo.

La crescita di questo mercato è sostenuta da diversi fattori strategici che spaziano dalle tendenze sociali ai grandi eventi internazionali. Si stima che i ricavi delle multinazionali del comparto winter sports (abbigliamento e attrezzatura) raggiungeranno i 13,5 miliardi di euro nel 2025, con una previsione di ulteriore crescita del 6% per il 2026. Lo sci alpino, lo sci di fondo, lo snowboard e il pattinaggio migliorano la resistenza cardiovascolare, la forza muscolare e la coordinazione, ma portano benefici anche a livello di benessere mentale, riducendo lo stress e aumentando la produzione di serotonina. Inoltre, i Giochi Olimpici appena conclusi si sono confermati un driver fondamentale per la modernizzazione del territorio e per l’aumento dell’interesse verso gli sport su neve e ghiaccio.

Attrezzatura da sci

Sicuramente il mercato dell’attrezzatura da sci rappresenta il segmento prevalente e comprende anche attacchi, scarponi, bastoncini, caschi, protezioni e pattini da ghiaccio, oltre, ovviamente, agli sci. Si stima che il valore del mercato mondiale dei produttori di attrezzature sciistiche sia pari a oltre 1,8 miliardi di euro nel 2025. Per il 2026 si prevede un incremento del 4%, trainato dall’effetto post-Olimpiadi di Milano-Cortina, con un focus principale sull’Europa, il mercato più maturo e con il maggior numero di praticanti; il Nord America è il secondo mercato, mentre l’AsiaPacifico è l’area che cresce più rapidamente.

Il mercato mondiale è dominato da sette grandi gruppi che insieme controllano la quasi totalità della produzione: Amer Sports (27,2%), che include brand iconici come Salomon, Atomic e Armada; Elevate Outdoor Collective (19,2%), che possiede marchi come Völkl, K2, Marker, Dalbello, Madshus e Line; Gruppo Rossignol (14,6%) con Rossignol, Dynastar, Lange e Look; Tecnica Group (11,1%), che rappresenta l’eccellenza italiana con sede a Giavera del Montello e include Tecnica, Nordica, Blizzard e Moon Boot; seguita da HTM (8,5%), Elan (6,8%) e Fischer (6,6%).

Attrezzatura da snowboard

Il comparto dello snowboard rappresenta il secondo segmento per dimensione all’interno del mercato dell’attrezzatura per gli sport invernali, posizionandosi subito dopo quello dello sci. Il suo valore globale nel 2025 è stimato in circa 1,1 miliardi di euro e si prevede una crescita del 6% nel 2026. L’espansione è trainata dall’innovazione tecnologica, con l’impiego di materiali più leggeri e modelli di tavole più versatili. In particolare, si segnala l’ascesa dello splitboard.

Il Nord America si conferma il principale mercato mondiale, seguito da Europa e Asia-Pacifico, con il Giappone nel ruolo di protagonista. I leader per quota di ricavi nel 2025 sono: Burton (27,3%), Nidecker (7,4%), Mervin Manufacturing (4,7%), Core / Union Binding Company (3,6%), Nitro (3,5%).

Leadership geografica

Il mercato è caratterizzato da una forte specializzazione territoriale, con l’Austria come leader mondiale nella produzione di sci alpini, seguita dalla Francia. Il distretto di AsoloMontebelluna, in Veneto, è considerato la “Silicon Valley” dello scarpone da sci e della calzatura sportiva in generale. Qui infatti hanno sede i centri di R&S di quasi tutti i produttori mondiali. Gli sport invernali rappresentano un pilastro fondamentale dell’economia sportiva italiana, con una filiera che unisce manifattura d’eccellenza, innovazione tecnologica e turismo. Questo settore non solo ha superato i livelli pre-pandemici, ma nel triennio 2022- 2024 ha registrato performance superiori rispetto all’intera industria manifatturiera Sport & Outdoor nazionale.

La forza del settore è concentrata in due poli d’eccellenza che realizzano insieme l’89,6% del fatturato aggregato delle aziende italiane di sport invernali: TrentinoAlto Adige (55,7% del fatturato, ovvero il baricentro mondiale per la produzione di impianti di risalita, sistemi di innevamento artificiale e battipista) e Veneto (23,8% del fatturato), che ospita il distretto dello Sportsystem di Asolo e Montebelluna. Le 30 principali aziende italiane del comparto hanno generato nel 2024 un fatturato di oltre 3,2 miliardi di euro e il comparto impiega più di 13.300 dipendenti, con una crescita della forza lavoro del 7,1% rispetto al 2022. L’industria è guidata da player di rilievo mondiale, tra cui Tecnica Group, F.lli Campagnolo e TechnoAlpin. In termini di redditività, il podio premia prodotti di nicchia ad altissima specializzazione come i pattini Edea (EBIT margin del 42%) e gli attacchi per scialpinismo ATK Sports.

Inoltre, l’industria italiana è fortemente proiettata sui mercati esteri. Nel comparto dell’attrezzatura sciistica (skis), il 79,2% del fatturato proviene dall’estero. L’Italia è il terzo esportatore mondiale di beni per sport invernali (11% della quota globale), preceduta solo da Austria e Cina.

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