Nella proposta di Level per l’inverno 2026/27 ci sono tre nuovi modelli che segnano l’esordio ufficiale di NexX4 nel segmento wintersport, dopo il successo del Super Pipe GTX presentato lo scorso anno.
Si tratta di Race Speed, Worldcup CF e Off Piste N4 Mitt, guanti pensati per sciatori, rider e professionisti che pretendono grip, protezione, leggerezza e durata in ogni condizione. Questi prodotti rappresentano la sinergia tra due realtà che puntano a offrire la massima qualità a chi considera i guanti uno strumento di lavoro e di performance.
Abbiamo realizzato un’intervista che nasce proprio dall’incontro tra la visione tecnologica di NexX4 (JV International) e il know-how storico, unito all’esperienza sul campo, di Level, brand di riferimento nei guanti tecnici per gli sport invernali.
Intervista a Parla Matteo Sanavio, head of marketing & product communication per NexX4

Cos’è NexX4?
È difficile da definire con una sola parola: è un brand, una tecnologia e una soluzione insieme. Le sue radici affondano in materiali polimerici sviluppati per il settore automotive, in particolare per componenti sottoposte a forte abrasione e a elevate sollecitazioni termiche. Intorno al periodo del Covid siamo entrati in contatto diretto con questi polimeri e, grazie al know-how di JV International, ci siamo chiesti: perché non provare ad applicarli in contesti completamente diversi? Da lì è iniziata la sperimentazione.
Qual è la genesi di questa tecnologia?
Il processo è simile a quello delle mescole della gomma: si parte da una materia prima che viene miscelata con ingredienti e catalizzatori diversi, fino a ottenere due componenti liquide, trasparenti, con una viscosità simile all’acqua. Queste vengono colate in uno stampo sotto vuoto, prendendo la forma desiderata. Inizialmente ci siamo concentrati sul suo utilizzo nelle suole.
Come si è passati dall’idea della suola all’applicazione sviluppata con Level?
Il nostro focus è stato fin dall’inizio sugli spessori (leggerezza). NexX4, grazie alla sua natura polimerica termoindurente, ha dimostrato immediatamente di poter realizzare profili più sottili rispetto alla gomma, raggiungendo spessori paragonabili a quelli dei tessuti. Da qui abbiamo compreso di poter guardare oltre il mondo suola, con applicazioni capaci di rispondere alle necessità di Level per un materiale dalle prestazioni superiori in termini di abrasione.
Quanti anni di ricerca e sviluppo ci sono dietro questa tecnologia?
Non la consideriamo una soluzione finale. Anzi, stiamo ancora lavorando per svilupparla ulteriormente, anche grazie agli stimoli di Level. NexX4 non è un singolo prodotto, ma un ombrello tecnologico sotto cui esistono infinite mescole possibili. La R&D è centrale: da una base polimerica sviluppata per applicazioni automotive, noi l’abbiamo evoluta e, in sei-sette anni abbiamo creato numerose soluzioni esclusive sia per suole sia nel settore tessile, ma siamo ancora agli inizi del suo potenziale. Anche la grafica sembra parte integrante dell’innovazione.
Ci racconti come funziona?
La trasparenza del materiale è un enorme valore aggiunto. In origine, nel mondo delle suole, avevamo bisogno di un tessuto di supporto monocolore (bianco o nero) per mantenere la struttura. Grazie alla creatività di Level, ci siamo chiesti: perché non sfruttare quello che si vede sotto? Da qui si è aperto un mondo di grafiche personalizzabili, senza limiti particolari: qualsiasi stampa in quadricromia è possibile, come su una t-shirt. Le grafiche nascono da Level, mentre il materiale e il processo di stampa sono nostri.
Intervista a Mauro Compagnoni, co-fondatore di Level

Come avete scoperto questa tecnologia e perché vi ha interessato?
È nata quasi per caso. Andrea De Pascale, oggi in JV International, era un ex collega di mia moglie ai tempi di Gore. Continuava a dirmi che questo materiale poteva funzionare nei guanti. All’inizio gli spessori erano troppo alti e rigidi. Tre anni fa è arrivata una versione di NexX4 più sottile e lì abbiamo iniziato a testarla seriamente. Una caratteristica fondamentale era che non indurisse con il freddo, nemmeno a -20 °C. Poi sono arrivati i test di abrasione e quelli sulle cuciture, tutti con esito positivo. Nel 2024–25 abbiamo presentato il primo guanto da snowboard con il palmo in NexX4.
Dallo snowboard allo sci, il passo è stato breve…
In vista delle Olimpiadi, anche gli sciatori, soprattutto i gigantisti, chiedevano maggiore resistenza. Kevlar e pelle non bastavano: dopo poche gare i guanti erano da buttare. Oggi abbiamo atleti che utilizzano lo stesso guanto da sei mesi, con il NexX4 praticamente intatto, mentre la pelle intorno inizia a rovinarsi.
Ci sono aspetti su cui ancora state lavorando per migliorare la performance dei guanti?
Mauro (Level): Sì. NexX4 non è traspirante, quindi va bilanciato con altri materiali come la pelle. Inoltre trasmette un po’ più il freddo, ma nello snowboard questo è meno critico. Per l’isolamento utilizziamo, ad esempio, l’aerogel. Dal punto di vista produttivo è anche più complesso da cucire: richiede grande manualità, a differenza di una suola stampata automaticamente.
Matteo (NexX4): Dal nostro lato, ridurre ulteriormente gli spessori è possibile, ma a oggi questa misura rappresenta il limite fisico per mantenere le prestazioni al top. Scendere ulteriormente comporterebbe sacrificare l’uniformità del prodotto, ed è un compromesso che al momento non riteniamo vantaggioso.
Quanto è importante la collaborazione tra ingredient brand e brand finale?
Matteo: È fondamentale. I test di laboratorio non bastano: è il campo a dirci la verità. Level per noi è un partner indispensabile. Mauro: Allo stesso modo, per noi è essenziale lavorare con chi è disposto a mettersi in discussione e a sviluppare il prodotto insieme. È così che nasce l’innovazione vera.
Di Sara Canali