Il produttore di membrane tecniche tedesco Sympatex è insolvente. L’azienda ha presentato domanda di insolvenza per incapacità di far fronte ai propri obblighi di pagamento.
Sympatex Technologies ha depositato l’istanza lo scorso giovedì 22 gennaio presso il Tribunale di Monaco di Baviera. Nella giornata di lunedì il tribunale ha quindi disposto l’amministrazione controllata provvisoria, come comunicato dalla stessa società sul sito ufficiale. Anche la holding controllante, Smart Solutions Holding, ha presentato domanda di insolvenza.
Le vicende che hanno portato all’insolvenza
Il settimanale tedesco specializzato in economia Wirtschaftswoche ha ripercorso i passi che hanno portato alla dichiarazione di fallimento.
Nel 2013 Smart Solutions Holding aveva emesso un’obbligazione destinata al finanziamento della crescita, collocata nel segmento Open Market della Borsa di Francoforte. Quattro anni più tardi, però, la situazione di Sympatex appariva più critica che promettente. Agli obbligazionisti venne chiesto di rinunciare al 90% del capitale investito – su un totale di 13 milioni di euro – con la prospettiva, in caso contrario, di un’insolvenza che avrebbe comportato perdite ancora maggiori.
Secondo una sentenza del Tribunale regionale di Monaco I del 17 ottobre 2025, quella ristrutturazione del debito fu però accompagnata da informazioni ingannevoli. I consulenti coinvolti avrebbero perseguito l’obiettivo di ridurre al minimo gli obblighi di pagamento legati all’obbligazione, raccontando ai piccoli investitori la storia di un presunto acquirente pronto a rilevare la società operativa in caso di taglio del debito. In realtà, come accertato dal tribunale, non esisteva alcun serio interessato all’acquisto.
All’epoca nella holding Sympatex figurava anche il noto consulente aziendale Stephan Sanktjohanser. Un ruolo centrale ebbe inoltre Frank Günther, partner della società di consulenza One Square Advisors (OSA), che agiva come rappresentante comune degli obbligazionisti. Secondo i giudici, OSA avrebbe dovuto tutelare gli interessi dei creditori, ma il suo amministratore delegato avrebbe invece agito consapevolmente contro di essi.
La sentenza riporta che i due imputati Sanktjohanser e Günther avrebbero accettato deliberatamente il fatto che gli investitori obbligazionari potessero subire un danno economico, poiché il valore effettivo dell’obbligazione era potenzialmente più elevato. I proprietari indiretti di Sympatex, invece, avrebbero dovuto mantenere la loro partecipazione nella società dopo la ristrutturazione del debito, al fine di beneficiare delle perdite riportate e anche di un eventuale aumento di valore della controllata operativa.
La posizione ufficiale di Sympatex
Anche dal sito di Sympatex, che nel 2025 ha registrato un fatturato di 22,8 milioni di euro, viene fatto sapere che il 22 gennaio il marchio ha dichiarato istanza di insolvenza in tribunale, che lunedì ha accolto la richiesta e ha disposto l’amministrazione controllata provvisoria nominando Axel W. Bierbach, avvocato e curatore fallimentare dello studio Müller-Heydenreich Bierbach & Kollegen, quale amministratore giudiziario provvisorio.
La decisione si è resa necessaria in seguito a “persistenti difficoltà economiche“. Nonostante ciò, l’azienda conferma che l’attività operativa prosegue senza interruzioni. Il curatore provvisorio Bierbach ha assicurato che verrà fatto ogni sforzo per garantire la continuità dell’evasione degli ordini e il regolare avanzamento dei progetti in corso.
Dipendenti, clienti e fornitori sono stati informati della situazione nella giornata di lunedì. Nel frattempo, il curatore e il suo team hanno avviato un’analisi approfondita della situazione finanziaria di Sympatex Technologies e nelle prossime settimane valuteranno tutte le opzioni per la prosecuzione dell’attività. Le retribuzioni dei circa 70 dipendenti sono garantite fino alla fine di marzo 2026 grazie all’indennità di insolvenza erogata dall’Agenzia federale del lavoro tedesca.