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Accordo USA-UE sui dazi: l’impatto sull’economia italiana e sul comparto sportivo

6 Agosto 2025

Il 27 luglio 2025, Stati Uniti e Unione Europea hanno siglato un accordo commerciale che introduce una tariffa doganale unificata del 15% su gran parte delle esportazioni europee verso gli USA.

L’intesa, che include settori ad alta intensità tecnologica come l’automotive, i semiconduttori e il farmaceutico, stabilisce anche un regime “zero-for-zero” per beni strategici, tra cui aeromobili, apparecchiature per semiconduttori, materie prime critiche e alcuni prodotti agricoli. Tuttavia, al momento rimangono in vigore le misure settoriali su acciaio, alluminio e loro derivati e rame, al 50% già attive o in fase di valutazione.

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Dati dal rapporto ICE

Il rapporto ICE 2024-2025 “L’Italia nell’economia internazionale” è stato redatto prima dell’accordo commerciale che introduce una tariffa doganale unificata del 15%, ma offre una buona panoramica sulla performance dell’Italia nel commercio internazionale, evidenziando la sua posizione come sesto esportatore mondiale di merci e il secondo nell’UE per produzione manifatturiera.

Viene analizzata la composizione delle esportazioni per settori e mercati di destinazione, notando una flessione complessiva del valore delle esportazioni nel 2024. Il documento valuta anche l’impatto potenziale dei dazi statunitensi sulle esportazioni italiane, identificando le regioni e le aziende più vulnerabili. Infine, presenta un Piano d’Azione per l’Export 2025, delineando le aree geografiche strategiche per la crescita futura.

Impatto dell’incertezza globale e rischio dazi USA

Il contesto globale, tra accresciuta incertezza e scambi inferiori alle medie storiche, rappresenta un fattore di rischio significativo per le prospettive future dell’export italiano. La minaccia di dazi statunitensi emerge come una delle principali vulnerabilità. Con un’esposizione stimata a 1,7 miliardi di euro nel 2024, che potrebbe salire a 9,4 miliardi (con dazi al 10%) o addirittura 18,9 miliardi (se al 30%), i dazi USA potrebbero impattare una quota considerevole (fino al 26,8%) dell’import USA dall’Italia.

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Esposizione regionale e delle imprese ai dazi USA

Sebbene l’Italia abbia un’esposizione al mercato USA (circa il 10% del totale export) inferiore a quella di Paesi come l’Irlanda, rimane comunque materialmente vulnerabile a queste misure protezionistiche: sono infatti oltre 6.259 le imprese italiane per le quali gli Stati Uniti rappresentano oltre il 50% del loro export. Queste aziende, che complessivamente esportano 11 miliardi di euro e impiegano 143 mila addetti, sono particolarmente a rischio, il che potrebbe avere ripercussioni significative a livello regionale e occupazionale.

Piano d’Azione per l’Export 2025

Il Piano d’Azione per l’Export 2025 riflette la consapevolezza delle sfide e la volontà di affrontarle. La strategia di puntare sia su aree geografiche emergenti ad alto potenziale di crescita (come Turchia, Cina, Messico, India, ASEAN, Africa Subsahariana, America Latina, Asia Centrale) sia su mercati consolidati e ad alto valore (come Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito, Giappone) suggerisce un approccio bilanciato per mitigare i rischi e cogliere nuove opportunità di mercato.

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Impatto sulla realtà sportiva

Per il settore degli articoli sportivi, le implicazioni sono tutt’altro che marginali. Secondo l’azienda di consulenza ZPC Società Benefit, la nuova aliquota del 15% potrebbe incidere sui costi di esportazione di numerosi prodotti europei ad alto contenuto tecnico, come ad esempio:

  • telai in carbonio per biciclette da competizione, spesso prodotti in Italia, Germania e Francia
  • scarpe da corsa e da calcio con suole in materiali compositi, soggette a componentistica avanzata
  • abbigliamento tecnico sportivo con tessuti innovativi
  • attrezzature per sport invernali, come sci e snowboard, che integrano materiali metallici e polimeri ad alte prestazioni
  • dispositivi elettronici per il monitoraggio delle performance, come cardiofrequenzimetri, GPS sportivi e sensori biometrici

La permanenza di dazi elevati su acciaio, alluminio e, potenzialmente, rame, potrebbe inoltre influenzare la produzione di attrezzature sportive che impiegano leghe leggere, come racchette da tennis, mazze da golf, telai per attrezzi ginnici e componenti strutturali per impianti sportivi.

Sul prossimo numero di Outdoor Magazine ci interfacceremo con alcuni brand del panorama outdoor per capire come sta evolvendo la situazione alla luce della definita aliquota del 15%.

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