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L’editoriale del Direttore / Beyond Borders

2 Luglio 2025

Il settore outdoor non conosce confini, ma li attraversa, li supera e li trasforma spesso in nuove opportunità. Questo numero di Outdoor Magazine lo racconta bene, perché è internazionale nella forma e nella sostanza, così come lo sono molti dei protagonisti e delle storie che lo animano. E che abbiamo in parte intercettato anche durante i recenti Outdoor & Running Business Days di Riva del Garda: la fiera quest’anno celebra l’undicesima edizione con una partecipazione in grande crescita rispetto al 2024, confermandosi di gran lunga come il più importante evento b2b outdoor e running in Italia e ora anche in Europa.

Un appuntamento che ha visto oltre 3.000 operatori, 200 brand e la presenza di numerosi e importanti retailer esteri da ben 22 Paesi (Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Marocco, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Ungheria, USA) a numerose presentazioni, workshop, tavole rotonde, experience, test prodotto, incontri di networking che hanno consolidato anche collaborazioni internazionali come quella con SOG (Scandinavian Outdoor Group) e EOG (European Outdoor Group).

Globali (sebbene con un cuore tutto italiano) e con solide radici ma anche uno sguardo ben orientato al futuro sono altresì due delle storie che vi raccontiamo nelle prossime pagine: quella di La Sportiva, che con i suoi 500 dipendenti in Val di Fiemme e la presenza in oltre 70 Paesi conferma la forza di un made in Italy che sa innovare con rispetto per le radici e per le comunità in cui opera. Voglia di continua innovazione e apertura sul mondo si respira anche nella sede del Gruppo Oberalp a Montebelluna. Esempi che dimostrano come l’italianità non sia solo una questione di etichetta, ma di progettazione, ricerca e legame con il territorio.

Se è vero che la produzione globale è necessaria per rispondere a esigenze tecnologiche e di scala, è altrettanto vero che le idee e i progetti, oltre a una selezione di prodotti di alta gamma, nascono in Italia, nei distretti dove la tradizione si unisce all’innovazione. Qui, tuttavia, emerge la sfida della mancanza di manodopera qualificata, con la necessità comune al mercato quindi di incentivare maggiormente i progetti di valorizzazione delle professionalità.

C’è un altro fronte dove ci sono ampi margini di crescita e miglioramento: la nostra esclusiva inchiesta ESG (svelata proprio agli ORBDAYS e che vi riassumiamo sempre su questo numero) rivela che solo il 15% delle aziende monitorate ha un referente ESG dedicato e che il 40% non pubblica report di sostenibilità. C’è una polarizzazione evidente tra chi è maturo e chi è ancora sostanzialmente fermo. In generale il Sud Europa procede più lentamente rispetto al Centro- Nord, dove la sostenibilità è considerata un requisito base, non un plus. Ma l’80% delle aziende dichiara di voler intraprendere un percorso ESG nei prossimi tre anni, segno di una crescente consapevolezza.

Un altro segmento in crescita dove porremo sempre più attenzione è quello del turismo attivo. Questo mese vi raccontiamo nello specifico due case history interessanti di località come Bormio e Pila, le quali stanno arricchendo ancor più la loro offerta in chiave sportiva e outdoor, con proposte che uniscono esperienze, cultura del territorio e attività fisica.

In questo contesto che evolve, Outdoor Magazine si rinnova e apre nuovi scenari: anche sul fronte media siamo ufficialmente diventati internazionali in senso strutturale. È pur vero che abbiamo sempre realizzato edizioni speciali del magazine con articoli in lingua inglese rivolti a un pubblico trasversale (proprio come il numero che tenete tra le mani). Ma la grande novità è il lancio di contenuti digitali strutturati e continuativi che da giugno abbiamo iniziato a veicolare tramite i nostri siti e newsletter non più solo agli operatori italiani, ma agli addetti ai lavori di tutto il mondo, peraltro già con notevoli riscontri.

Una community che conta già migliaia di profili esteri. Rimaniamo convinti che l’informazione di settore, se ben realizzata, possa costituire uno strumento indispensabile per costruire consapevolezza e favorire decisioni strategiche in un mercato che richiede visione e capacità di adattarsi a sfide sempre nuove. Con il giusto passo oltre nuovi confini, in puro stile outdoor.


Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n°06/2025

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