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ORBDAYS, inchiesta aziende: un primo bilancio del 2025

1 Luglio 2025

Abbiamo chiesto ad alcune delle aziende partecipanti di fornirci un feedback sull’andamento nei primi mesi dell’anno, così come un bilancio del 2025 rispetto alla fine del 2024. La frase chiave è “normalizzazione del mercato”. Emergono consapevolezza e ottimismo.

I punti emersi

Normalizzazione del mercato post-Covid: molte aziende segnalano un ritorno alla normalità dopo anni di sali e scendi continui; l’overstock sembra essere un problema superato.

Influenza del meteo: diverse aziende evidenziano come il meteo abbia inciso sul comportamento d’acquisto degli utenti, soprattutto dell’attrezzo in inverno per la scarsità di neve.

Segmenti con performance differenziate: il footwear è spesso in crescita o stabile, l’apparel è invece frequentemente segnalato come in sofferenza, ma a dettare il successo è il posizionamento del brand. Quelli innovativi e/o con un giusto equilibrio qualità prezzo sono molto performanti.

ORBDAYS bilancio 2025

Innovazione e nuovi prodotti come driver di vendita: diversi intervistati sottolineano il ruolo di novità di prodotto, design, tecnologia e posizionamento sostenibile per attrarre clienti e partner. L’innovazione è un vantaggio competitivo in un mercato più selettivo.

Ritorno agli acquisti programmati: dopo un periodo di vendite “al pronto”, alcuni marchi notano un ritorno alla pianificazione negli ordini da parte dei rivenditori.

Positività cauta e fiducia per il futuro: tanti operatori esprimono ottimismo misurato per la seconda metà del 2025 e per il 2026. Frasi come “cauto ottimismo”, “ripartenza”, “stiamo scollinando”, “si intravede la luce”, “non è l’anno della rinascita, ma stiamo mettendo buone basi” sono ricorrenti.

L’importanza della distribuzione e dei partner: valutazione della distribuzione multicanale (fisica, online). Il rapporto con i partner è cruciale per assicurare rotazione di prodotto e mantenere margini sostenibili.

Espansione in nuovi segmenti o mercati: si cerca di diversificare per rafforzare la resilienza del brand.

ORBDAYS bilancio 2025

Le dichiarazioni

“Gli ultimi anni, dopo la pandemia, sono stati caratterizzati da alti e bassi talvolta incredibili, ma ora, finalmente, l’impressione è di essere incamminati verso un certo equilibrio. Si tratta di un cambiamento generale del mercato o di un atteggiamento più positivo verso alcune aziende, tra cui la nostra? Difficile dirlo. In ogni caso, penso che l’operato di un’azienda, le sue proposte e il suo modo di presentarsi ai clienti siano fondamentali per il suo buon andamento. Sono anche convinto che proprio la stabilizzazione e l’instaurarsi di dinamiche più ‘normali’ nel mercato dell’attrezzatura outdoor favoriscano una regolarizzazione della concorrenza: se sei bravo, se presenti i prodotti giusti, se offri servizi validi, se non ti fermi e innovi, allora hai spazio per crescere”
Giovanni Codega, responsabile commerciale Italia C.A.M.P.

ORBDAYS bilancio 2025

“Le settimane sono state estremamente piovose e questo non ha invogliato le persone a uscire e fare attività outdoor. Spesso ha piovuto tanto anche nel week end e questo ha portato a un calo di presenza nei negozi e meno necessità. Inoltre, con l’inflazione alta è venuto a mancare il potere d’acquisto e quindi le persone si sono fatte più attente a come e quanto spendono. Gli acquisti sono solo per necessità e, se non si presenta l’occasione, si tende a risparmiare. Un quadro chiaro scuro in termini di sell out ma restiamo positivi”
Gian Luca Farinazzo, head of sales Italia LOWA

“La stagione SS25 è partita in generale un po’ ‘stoppata’. Ho la sensazione che i negozianti, soprattutto nel mese di maggio, abbiano fatto un po’ di fatica sia a causa del meteo che per i ponti di Pasqua e 1° maggio, che quest’anno sono stati particolarmente lunghi. Sicuramente il reparto calzaturiero è quello che, al momento, sta dando maggiori soddisfazioni in termini di sell out, mentre l’abbigliamento sta un po’ soffrendo”
Cristian Cagnoli, business unit director di B-Factory per NNormal

“Stiamo osservando un andamento piuttosto eterogeneo: da un lato, alcuni clienti – soprattutto quelli più dinamici nella distribuzione specializzata e online – stanno mostrando segnali di crescita, grazie a una programmazione più attenta e a una domanda in lieve ripresa nel canale tecnico. Dall’altro, rileviamo un leggero rallentamento da parte di alcuni rivenditori, legato in parte a un fisiologico riassestamento degli stock dopo il picco dell’anno scorso. Nel complesso, il comparto outdoor rimane stabile, ma con margini di miglioramento legati a iniziative mirate di sell-out, visibilità del brand e introduzione di nuovi prodotti specifici per il mercato italiano”
Marco de Carlini, sales support manager Kong

“Il problema rimane quello dei negozianti: per il sesto mese consecutivo i punti vendita stanno facendo un fatturato inferiore a quello dell’anno precedente, e questo è abbastanza preoccupante. Tutto sommato, l’incidenza della primavera nel fatturato globale della stagione non è altissima, parliamo di un 15%. Abbiamo dunque la speranza che da adesso in avanti le cose vadano meglio e si riesca a recuperare. Le cause sono imputabili sicuramente a una situazione climatica ma anche geopolitica molto complicata, che crea incertezza sui consumatori e genera un calo del traffico in negozio, dove si entra molto meno”
Marco Bava, sales director Italy Luhta

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