Abbiamo chiesto ad alcune delle aziende partecipanti di fornirci un feedback sull’andamento nei primi mesi dell’anno, così come un bilancio del 2025 rispetto alla fine del 2024. La frase chiave è “normalizzazione del mercato”. Emergono consapevolezza e ottimismo.
I punti emersi
– Normalizzazione del mercato post-Covid: molte aziende segnalano un ritorno alla normalità dopo anni di sali e scendi continui; l’overstock sembra essere un problema superato.
– Influenza del meteo: diverse aziende evidenziano come il meteo abbia inciso sul comportamento d’acquisto degli utenti, soprattutto dell’attrezzo in inverno per la scarsità di neve.
– Segmenti con performance differenziate: il footwear è spesso in crescita o stabile, l’apparel è invece frequentemente segnalato come in sofferenza, ma a dettare il successo è il posizionamento del brand. Quelli innovativi e/o con un giusto equilibrio qualità prezzo sono molto performanti.

– Innovazione e nuovi prodotti come driver di vendita: diversi intervistati sottolineano il ruolo di novità di prodotto, design, tecnologia e posizionamento sostenibile per attrarre clienti e partner. L’innovazione è un vantaggio competitivo in un mercato più selettivo.
– Ritorno agli acquisti programmati: dopo un periodo di vendite “al pronto”, alcuni marchi notano un ritorno alla pianificazione negli ordini da parte dei rivenditori.
– Positività cauta e fiducia per il futuro: tanti operatori esprimono ottimismo misurato per la seconda metà del 2025 e per il 2026. Frasi come “cauto ottimismo”, “ripartenza”, “stiamo scollinando”, “si intravede la luce”, “non è l’anno della rinascita, ma stiamo mettendo buone basi” sono ricorrenti.
– L’importanza della distribuzione e dei partner: valutazione della distribuzione multicanale (fisica, online). Il rapporto con i partner è cruciale per assicurare rotazione di prodotto e mantenere margini sostenibili.
– Espansione in nuovi segmenti o mercati: si cerca di diversificare per rafforzare la resilienza del brand.

Le dichiarazioni
“Gli ultimi anni, dopo la pandemia, sono stati caratterizzati da alti e bassi talvolta incredibili, ma ora, finalmente, l’impressione è di essere incamminati verso un certo equilibrio. Si tratta di un cambiamento generale del mercato o di un atteggiamento più positivo verso alcune aziende, tra cui la nostra? Difficile dirlo. In ogni caso, penso che l’operato di un’azienda, le sue proposte e il suo modo di presentarsi ai clienti siano fondamentali per il suo buon andamento. Sono anche convinto che proprio la stabilizzazione e l’instaurarsi di dinamiche più ‘normali’ nel mercato dell’attrezzatura outdoor favoriscano una regolarizzazione della concorrenza: se sei bravo, se presenti i prodotti giusti, se offri servizi validi, se non ti fermi e innovi, allora hai spazio per crescere”
Giovanni Codega, responsabile commerciale Italia C.A.M.P.

“Le settimane sono state estremamente piovose e questo non ha invogliato le persone a uscire e fare attività outdoor. Spesso ha piovuto tanto anche nel week end e questo ha portato a un calo di presenza nei negozi e meno necessità. Inoltre, con l’inflazione alta è venuto a mancare il potere d’acquisto e quindi le persone si sono fatte più attente a come e quanto spendono. Gli acquisti sono solo per necessità e, se non si presenta l’occasione, si tende a risparmiare. Un quadro chiaro scuro in termini di sell out ma restiamo positivi”
Gian Luca Farinazzo, head of sales Italia LOWA
“La stagione SS25 è partita in generale un po’ ‘stoppata’. Ho la sensazione che i negozianti, soprattutto nel mese di maggio, abbiano fatto un po’ di fatica sia a causa del meteo che per i ponti di Pasqua e 1° maggio, che quest’anno sono stati particolarmente lunghi. Sicuramente il reparto calzaturiero è quello che, al momento, sta dando maggiori soddisfazioni in termini di sell out, mentre l’abbigliamento sta un po’ soffrendo”
Cristian Cagnoli, business unit director di B-Factory per NNormal
“Stiamo osservando un andamento piuttosto eterogeneo: da un lato, alcuni clienti – soprattutto quelli più dinamici nella distribuzione specializzata e online – stanno mostrando segnali di crescita, grazie a una programmazione più attenta e a una domanda in lieve ripresa nel canale tecnico. Dall’altro, rileviamo un leggero rallentamento da parte di alcuni rivenditori, legato in parte a un fisiologico riassestamento degli stock dopo il picco dell’anno scorso. Nel complesso, il comparto outdoor rimane stabile, ma con margini di miglioramento legati a iniziative mirate di sell-out, visibilità del brand e introduzione di nuovi prodotti specifici per il mercato italiano”
Marco de Carlini, sales support manager Kong
“Il problema rimane quello dei negozianti: per il sesto mese consecutivo i punti vendita stanno facendo un fatturato inferiore a quello dell’anno precedente, e questo è abbastanza preoccupante. Tutto sommato, l’incidenza della primavera nel fatturato globale della stagione non è altissima, parliamo di un 15%. Abbiamo dunque la speranza che da adesso in avanti le cose vadano meglio e si riesca a recuperare. Le cause sono imputabili sicuramente a una situazione climatica ma anche geopolitica molto complicata, che crea incertezza sui consumatori e genera un calo del traffico in negozio, dove si entra molto meno”
Marco Bava, sales director Italy Luhta

