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Asturie: il paradiso del pellegrino del Cammino di Santiago

27 Febbraio 2025

Siamo nel Medioevo. Nel nord della Spagna si scoprono le reliquie dell’apostolo Santiago, nell’allora Regno delle Asturie. Il suo monarca, Alfonso II, viaggia fino a Santiago di Compostela per vedere i resti sacri e ordina l’edificazione di un tempio in suo onore. È l’origine del pellegrinaggio compostelano, dunque del Cammino di Santiago, che nelle Asturie mantiene il suo carattere genuino in quello che oggi viene chiamato Cammino Primitivo, un percorso perfetto per gli amanti delle escursioni, siano essi esperti o neofiti. Per chi apprezza camminare lontano dalla massa e in borghi genuini e senza fasti, godersi i paesaggi senza l’urgenza di una foto, il fruscio delle foglie nel bosco, il rumore dei propri passi in montagna.

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Plaza del Ayuntamiento – Foto: Paco Currás S.L. per Turismo Asturias

La storia del Cammino Primitivo

L’odierno Cammino Primitivo, il viaggio iniziatico del re Alfonso II nel suo percorso asturiano del secolo IX, offre un trekking unico e diverso, con paesaggi autentici e un’atmosfera più intima rispetto ad altri percorsi, ma con tratti impegnativi e dislivelli significativi.

All’interno del Principato, il percorso si sviluppa tra Oviedo e Puerto del Acebo, per un totale di 145,6 km che si possono ridurre a 141,9 km seguendo la variante degli Hospitales, che tuttavia diventa più aspra con pendenze pronunciate che incrociano lande spopolate. Ogni pellegrino sceglie la variante che preferisce, dove tutte hanno il loro fascino unico. La distanza totale, su sette tappe, si può completare in nove giorni, sebbene resti poi al gusto di ognuno scegliere come e quando percorrerlo, grazie a una rete di alberghi considerevole e a strutture ricettive di ogni tipo.

Foto: Noé Baranda per Turismo Asturias

Subito dopo la Spagna, l’Italia, con i suoi collegamenti aerei diretti con Roma e Milano, è il primo Paese di origine dei pellegrini. Forse perché i due Stati condividono lo stesso spirito, forse per le somiglianze delle storie, del patrimonio e della gastronomia, o forse per un sentimento di fratellanza nato dalla prossimità geografica. Il Cammino Primitivo alterna passi di montagna a chiese ed eremi, villaggi a città storiche, residui di ospedali e monasteri. Piccole tappe che svelano la cultura e il passato, che completano un paesaggio naturale caratterizzato da sette riserve della biosfera e dove, infine, l’essenza secolare che un tale ambiente sa accumulare finisce per avvicinare il pellegrino alle persone del luogo che incontra, passo dopo passo. Qui, si è al sicuro dalle masse di altri itinerari. Qui regna il silenzio, e le chiacchiere vengono interrotte dai passerotti, dalle mucche, o da qualsiasi altro elemento rurale o naturale.

E per rilassarsi: dritti in tavola dietro tovaglia, forchetta e coltello. Per non parlare della gastronomia, che non ha bisogno della parola “sostenibilità” perché nelle Asturie è intesa come “parte della terra”. Che sia un bar di un borgo o un ristorante di qualsiasi livello, ognuno userà ingredienti del territorio: verdure e carne, pesce, frutta… e sempre di stagione. A conferma, si può provare il “chosco” de Tineo, il cavolo ripieno, gli insaccati, le carni, o le zuppe e i “potes” delle Grandas de Salime. Oppure, tra i tanti dolci, il “tocinillo de Grado” o i “Carajitos del profesor” a Salas. E ovviamente i formaggi, dato che la regione è uno dei paradisi mondiali di questo prodotto.

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Rte Secreto a Voces – Foto: Les Fartures per Turismo Asturias

Il Cammino Primitivo, a proposito, inizia con una sfida al pellegrino: visitare la Cattedrale di Oviedo. “Chi va a Santiago e non al Salvador, fa visita al servo ma non al Signor”, recita il detto. Ai tempi, la cattedrale segnava l’inizio del Cammino, ma anche la destinazione giacobina, grazie alle reliquie della sua Camera Santa: il Santo Sudario e la croce degli Angeli e la Vittoria. Inoltre, San Salvador a Cornellana, a Salas, e Santa Maria la Real di Oubona, a Tineo, riuniscono una storia legata alla monarchia asturiana, essendo stati centro di conoscenza e spiritualità durante il Medioevo, qualcosa che traspare ancora oggi nel contemplarli. Come d’altronde si respira dove passa il pellegrino, da quando si inizia il cammino, per tutto il percorso fino alla fine.

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Foto: Jesús Alfaro per Turismo Asturias

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Crediti foto in evidenza: Noé Baranda

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